L’ex portiere del Sassuolo Alberto Pomini ha rilasciato una lunga intervista a Numero Diez in cui tra le tante domande ha parlato anche del Sassuolo. Qualche mese fa, ForzaSassuolo aveva intervistato Pomini, e potete recuperare le sue dichiarazioni QUI.
DIONISI. āHo avuto Dionisi nel mio primo anno a Venezia. Siamo quasi coetanei, tra noi il rapporto ĆØ andato oltre quello che cāĆØ tra allenatore e giocatore, si ĆØ instaurato un rapporto di amicizia. Lui ha fatto molto bene perchĆ© giĆ lƬ aveva le idee chiare pur essendo una delle primissime esperienze in panchina. Ha pian piano smussato il metodo di lavoro e ha acquisito sempre più consapevolezza: ero sicuro che uno come lui avrebbe fatto il grande salto. Questāanno con il Sassuolo dovrĆ lottare un poā di più rispetto agli anni precedenti data la politica di ricostruzione giovanile. Ci sarĆ un poā da soffrire, ma con il suo metodo e le sue capacitĆ ha buone chances di portare a casa il risultato. Sicuramente questa squadra ha ampi margini di crescita. Lāincognita del Sassuolo ĆØ sempre stata legata al fatto di essere un ambiente piccolo e ricco di giovani con poca esperienza in Serie A, il fatto di dover fare punti può pesare di più rispetto al giocare con un poā più di serenitĆ galleggiando in una posizione tranquilla. In questo momento dovranno fare punti, la sconfitta di Cagliari ĆØ stata una bella mazzata. Per un calciatore giocare a mente sgombra e giocare per dover fare punti ĆØ completamente diverso, servirĆ capire quando riusciranno a venirne fuoriā.
DI FRANCESCO. āSono molto contento per Di Francesco. Viene da alcuni anni difficili in cui il suo lavoro ĆØ stato interrotto troppo prematuramente. Conoscendolo bene so che alcune scelte non sono dipese da lui, ma da quello che si era venuto a creare intorno. Sono contento che sia ripartito, secondo me ilĀ FrosinoneĀ ĆØ una delle squadre ad aver mostrato uno dei più bei giochi. Il mister ĆØ riuscito a tirare fuori le qualitĆ di alcuni giovani, spinti sicuramente anche dalla voglia di crescere e di farsi vedere. Tra i ricordi più belli che conservo con lui cāĆØ sicuramente lāultima settimana in vista della gara contro il Livorno che ci ha fatto andare in Serie A. Ć stata una di quelle settimane vissute ad altissima intensitĆ , dove abbiamo condiviso tanto a livello umano. Ricordo tutto con grande affetto, ma forse quella settimana ĆØ stata quella che umanamente ci ha avvicinati di piùā.
POSSIBILI NUOVE SQUADRE SUL MODELLO SASSUOLO. “Noi avevamo una proprietĆ molto forte, una delle più forti dāItalia. Avere alle spalle unāorganizzazione, una societĆ cosƬ aiuta. Ć chiaro che per dare continuitĆ ad un progetto di questo tipo bisogna rimanere in Serie A per almeno 3-4 anni, mentre ultimamente stiamo vedendo neopromosse che retrocedono dopo massimo un paio di anni dalla promozione perchĆ© mantenere un livello alto non ĆØ affatto semplice. Al momento non credo ci siano squadre in grado di fare quella parabola, oltretutto perchĆ© Sassuolo ĆØ una piccola realtĆ (40mila abitanti, ndr) e vedere la squadra di una cittĆ cosƬ piccola fare quello che abbiamo fatto noi non ĆØ scontato. Poi sicuramente ci sono alcune provinciali che stanno facendo molto bene; penso al Bologna, ma lƬ si tratta di una cittĆ ben più grande. Ad oggi lāunica cittĆ che potrebbe avere le stesse caratteristiche del Sassuolo ĆØ Empoli, ma la squadra non ha trovato stabilitĆ nel massimo campionato, alternando retrocessioni a promozioniā.