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Dionisi in conferenza: “Pinamonti e Ruan in gruppo, guardare la classifica non è da me”

Le parole di Alessio Dionisi alla vigilia della sfida di campionato tra il suo Sassuolo e il Lecce

dionisi

L’allenatore del Sassuolo Alessio Dionisi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Lecce, ultima partita prima della sosta. Andiamo a leggere le sue parole.

CALENDARIO. “Siamo sempre alla ricerca di risposte e io le ho avute anche con il Monza. Ne parlano tutti del calendario, ne parliamo troppo, dobbiamo accettarlo: abbiamo le capacità per prepararla separando i carichi di lavoro, realmente ci siamo allenati insieme solo oggi”.

INFORTUNATI. “Non saremo al completo e può essere un peccato ma può essere un momento positivo per chi ha giocato meno. A centrocampo non ci sarà Matheus Henrique e giocherà un altro, così si creano delle opportunità. Quando la squadra fa prestazioni in crescita è normale dare continuità. Oggi ci siamo allenati, Pinamonti e Ruan si sono allenati in gruppo e sono recuperati, questa è una notizia positiva“.

CLASSIFICA E CONFRONTO CON LA PASSATA STAGIONE. “Siamo diversi rispetto all’anno scorso e non possiamo fare paragoni, c’erano momenti diversi, avversari diversi, noi diversi per sistema di gioco e interpreti, soprattutto il momento è diverso. Ci piacerebbe ottenere un risultato positivo in un campo che farà le fortune del Lecce. Loro sono partite bene, sono organizzati, sono compatti in fase difensiva e quando riattaccano hanno individualità importanti. Li rispettiamo. Abbiamo qualità per batterli. Sarà un campo difficile, caldo, dove la tifoseria si sente e questo è uno stimolo in più, dovremo essere più continui, cosa che ci è mancata con il Monza. Avrei voluto una risposta importante facendo la terza vittoria consecutiva, questa è una risposta importante, ma bisogna dare il tempo ai giovani, a chi è arrivato, poi ovvio che le squadre corrono e lo dimostra il Lecce che ha 11 punti con merito e il nostro obiettivo è superarli in classifica sapendo che non sarà facile, ma guardare la classifica non è da me: alla quarta ho sentito dire tutto in discussione, alla sesta ho sentito parlare di calcio migliore della A, alla settima devo guardare di nuovo alla classifica, ecco tutto questo non è per me“.

PREPARAZIONE DELLA PARTITA. “È questione di tante cose. Due anni fa si giocava a stadi chiusi, c’era una variabile in meno. Anni fa non c’era il VAR ed era una variabile in meno. Tante cose che vanno analizzate ma nel medio-lungo periodo, poi i duelli spostano”.

GLI OBIETTIVI DEL SASSUOLO E SUI CINQUE CAMBI

“L’obiettivo è la crescita attraverso le prestazioni e dobbiamo portare tutto questo a far sì che arrivino i risultati. Con l’Inter eravamo stati super nelle situazioni offensive, con il Monza meno, e l’obiettivo è create tante situazioni offensive ma è normale che non sempre si riesca a capitalizzare tutto quello che si crea. L’obiettivo è essere squadra in fase difensiva, di più di come lo siamo stati con il Monza, e se riusciremo a esserlo domani avremo più possibilità di fare risultato. Non facciamo la corsa sul Lecce, sul Bologna, sul Torino, la facciamo su di noi sapendo da dove siamo partiti. Pian pianino siamo cresciuti, una sconfitta non dice che siamo in decrescita ma al tempo stesso dobbiamo fare una bella partita anche se sarà difficile fare la prova fatta con la Juve perché siamo la somma di tutte le partite e dopo 7-8 partite è poco per fare la somma, arriviamo a un terzo del campionato e lì inizieremo a fare una buona media su chi siamo”.

CINQUE CAMBI. “Io la manterrei così perché permette di tenere un livello alto, coinvolgi più giocatori, al tempo stesso si viene più criticati per i cambi ma chi entra ha preparato la partita prima ma durante la partita non ha partecipato ma tutte le letture deve farle sue al momento che entra e chi entra è condizionato dall’andamento della gara e dall’atteggiamento della squadra. Era difficile non far bene a San Siro per l’atteggiamento, era difficile far bene a Frosinone, chi entra ha un peso importante perché può cambiare la partita. E’ vero che incide anche la scelta dell’allenatore, a volte la si pensa in un modo e poi succede altro come ad esempio con il Monza quando stavo preparando un cambio offensivo e abbiamo preso gol e ho dovuto mettere un difensore per infortunio. Questi sono fattori che succedono e bisogna farsi trovare pronti il più possibile accettando il risultato del campo”.

DUBBI DI FORMAZIONE

CENTROCAMPO. “Thorstvedt lo considero un centrocampista e quando gioca da trequarti lo fa perché sa coprire le linee di passaggio in maniera diversa, può attaccare su cross e ha tiro da fuori. Bajrami è più offensivo, nasce quasi esterno d’attacco. Castillejo anche ma con caratteristiche diverse da Bajrami, è più tecnico e ha meno inserimenti senza palla e dunque in base alle partite faremo delle scelte. Non è detto che Thorstvedt non rigiochi domani nello stesso ruolo, si sta allenando nei due ruoli, a differenza di Bajrami e Castillejo che si allenano su quel ruolo e anche su altro. Castillejo è cresciuto, porta esperienza, qualità ed entusiasmo ed è importante. Domani vediamo, devo fare delle valutazioni anche in funzione del minutaggio di alcuni giocatori che sono cresciuti ma potrebbero essere un pochino sulle gambe”.

PRIMA VOLTA SENZA MATHEUS HENRIQUE. “È normale che Matheus ora, giocando tanto e per merito, è diventato un giocatore solido, importante, per questa squadra, sia nell’organizzazione che nel gioco e il fatto che abbia giocato sempre dimostra quanto sia diventato affidabile e al tempo stesso la sua affidabilità non ha dato spazio ad altri perché l’allenatore è andato sulla ‘certezza’, ora è il turno di qualcun altro. Chi giocherà domani avrà la mia fiducia, la speranza è che la concorrenza si alzi, e chi giocherà nel ruolo che in queste gare è stato di Matheus sono convinto che farà la miglior prestazione.

 

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