L’assistente Francesca Di Monte, in campo durante Lecce-Sassuolo, ha voluto chiarire quanto accaduto con Juan Luca Sacchi, arbitro della partita. Il caso nel tunnel ha scatenato diverse polemiche, dato che Sacchi non ha stretto la mano all’assistente, mentre stava salutando i due capitani, Di seguito le parole di Di Monte all’ANSA, insieme a quanto detto dallo stesso Sacchi.
LE PAROLE DI DI MONTE
āMi dispiace che sia stato definito un caso un semplice gesto di fraintendimento: ho letto parole grosse verso un collega che non ha avuto nessuna mancanza di rispetto e verso un gesto istintivo che invece ĆØ stato definito sessista. Nel pre-gara, ancora nel tunnel, lāarbitro saluta i capitani mentre noi abbiamo un nostro momento di saluto in campo prima del fischio dāinizio. Il mio volto appare stupito e imbarazzato semplicemente perchĆ© mi ha colta di sorpresa e mi dispiace che venga strumentalizzato un breve video per toccare temi molto pesanti che invece richiedono una forma di rispetto e delicatezza diverse. Il tema della mancanza di rispetto e della violenza verso una donna mi sta molto a cuore ma non ĆØ questa la situazioneā.
LE PAROLE DI SACCHI
āCon lei ho un rapporto splendido, a fine gara abbiamo riso insieme dellāepisodio. Eā incredibile come sia nato un caso da questo episodio. NĆ© io e nĆ© lei ci saremmo immaginati queste reazioni. Ovviamente, non ho visto che Francesca mi stava dando la mano. Avevo appena salutato il capitano del Sassuolo e mi sono girato per fare altrettanto con quello del Lecce. Con gli assistenti e il quarto uomo ci eravamo giĆ salutati e poi ci siamo stretti la mano dopo il sorteggio, come certificano le immagini. Negare il saluto a un collega, che sia uomo o donna, ĆØ un gesto che assolutamente non mi appartiene e sono molto dispiaciuto che si insinui il contrario. Sappiamo benissimo che sono tantissime le persone che ci guardano e che siamo sempre sotto esame, ma insinuare che in un contesto del genere mi sarei permesso di fare un gesto cosƬ odioso come negare il saluto a una collega, mi offende e lede la mia reputazione di uomo e di arbitroā.