Darryl Bakola, centrocampista del Sassuolo, si è presentato ai canali ufficiali neroverdi raccontando il suo arrivo in Italia e il rapporto con i suoi nuovi compagni.
Posizione preferita in campo
“La posizione in cui mi trovo meglio è quella di centrocampista box-to-box, un po’ come giocatori del calibro di Paul Pogba o Declan Rice. È il ruolo che mi piace di più e quello in cui riesco a esprimermi meglio. Il giocatore che mi ha sempre ispirato di più è proprio Pogba: lo seguo da quando ero piccolo, ho sempre ammirato quello che fa in campo e anche fuori, il suo stile e la sua personalità”.
L’arrivo al Sassuolo
“Ho scelto di venire al Sassuolo perché mi piaceva molto il progetto. È un buon club, in una città bella e tranquilla, e ho pensato che fosse il posto giusto per crescere come calciatore. Roberto De Zerbi mi ha detto subito che dovevo divertirmi e lavorare per diventare un giocatore di alto livello. Prima di arrivare ho parlato anche con Ismael Koné: mi ha detto che qui c’è un’ottima atmosfera, che tutti sono gentili e che è davvero un club molto familiare. È bello ritrovare qui a Sassuolo tre ex compagni del Marsiglia. È una cosa positiva perché ci conosciamo già e abbiamo costruito un rapporto in passato. Ritrovarci nello stesso club rende tutto più facile”.
L’impatto con il mondo Sassuolo
“Le mie prime settimane al Sassuolo sono state molto positive. È davvero un ottimo club. Durante gli allenamenti il rapporto con l’allenatore è molto buono: quando sbaglio qualcosa cerca sempre di aiutarmi a migliorare, spiegandomi cosa devo correggere e su cosa lavorare. Anche lo staff e la dirigenza sono molto disponibili. Mi chiedono sempre come mi sto trovando. Il fatto che l’allenatore parli francese è un grande vantaggio per me, perché non parlo ancora bene l’italiano: lo capisco un po’, ma poter comunicare in francese mi aiuta molto”.
Chi ha sorpreso di più Bakola?
“In allenamento mi hanno sorpreso soprattutto Armand Laurienté e Cristian Volpato. Sono giocatori molto tecnici, veloci e imprevedibili. Non capita spesso di vedere calciatori con queste qualità. Armand mi ha subito detto di divertirmi, perché qui si sta davvero bene e l’atmosfera è ottima. Il fatto che lui sia qui da quattro anni lo dimostra“.
L’importanza di Ulisses Garcia e Ismael Koné
“Se dovessi descrivere Ulisses Garcia, direi che è una persona molto gentile e disponibile. Sa ascoltare e dà tanti consigli grazie alla sua esperienza. È più grande di me e mi aiuta spesso, anche fuori dal campo: a volte mi chiama per uscire, è davvero una brava persona. Ismael Koné invece è sempre lo stesso: molto gentile, piuttosto riservato. Quando sono arrivato era felice per me e continua ad aiutarmi con consigli in campo. Un giorno però mi ha davvero sorpreso: stavo andando ad allenarmi e l’ho visto fuori mentre cantava. Non me lo aspettavo proprio, mi ha fatto ridere tantissimo”.
Su Nemanja Matic e Domenico Berardi
“Due giorni fa, durante un allenamento, Matic è venuto a parlarmi mentre correvo e mi ha detto di continuare così, di ripetere sempre i movimenti e di mantenere il massimo livello dal punto di vista fisico. Questo mi ha aiutato molto. Domenico Berardi mi ha impressionato subito. È un giocatore incredibilmente tecnico. Durante il mio primo allenamento ha segnato un gol bellissimo con un pallonetto sul portiere. Quando sono tornato a casa ero ancora stupito e ne ho parlato anche con i miei genitori”.
Come descrivere il Sassuolo?
“Penso che il Sassuolo sia un club ideale per i giovani. Basta vedere quanti ragazzi fanno parte della squadra oggi e quanti, negli anni passati, sono cresciuti qui prima di fare il salto in altri club. Un esempio è Hamed Junior Traoré, che è cresciuto qui prima di andare altrove. Questo dimostra che il Sassuolo è davvero un ambiente perfetto per crescere. Quando torno in Francia e devo spiegare cos’è il Sassuolo, dico sempre che è un club molto familiare. È una società composta da persone che lavorano ogni giorno per restare ai massimi livelli in Serie A. Non siamo ancora arrivati dove vogliamo, ma continueremo a lavorare anno dopo anno per riuscirci”.
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Ma si può sapere perché l’allenatore tiene sempre in panchina Volpato e non lo fa mai giocare che se gioca forse cambia molto la deve smettere di fare così che cosa ha avuto con lui ormai è chiaro che non lo vuole ma fa male e si vede cosa facciamo e perdiamo gli ultimi minuti con il portiere che va fuori sono sbagli che fanno da molti anni si devono svegliare
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