Dopo Nzola e Pedro Felipe è arrivato il turno di Ulisses Garcia: il terzino svizzero si è presentato ufficialmente ai canali neroverdi, ripercorrendo larghi tratti della sua carriera, fino all’arrivo in Italia.
Sul nome particolare
“Il mio nome, Ulisses, è particolare e ha origine nella mitologia greca. Tuttavia i miei genitori non lo hanno scelto per questo motivo: semplicemente gli piaceva. A scuola i miei compagni scherzavano spesso e mi chiamavano “Ulisse dell’Odissea”, ma era sempre in modo amichevole, senza cattiveria. In ogni caso Ulisse è un personaggio straordinario che ha lasciato un segno importante nella storia e nella mitologia greca. Personalmente è una cosa che mi piace, e sono curioso di vedere anche il film che uscirà”.
Il rapporto con la famiglia
“Mia madre mi ha sempre sostenuto molto, soprattutto durante gli anni di scuola, aiutandomi a continuare gli studi mentre giocavo a calcio. Sia lei che mio padre mi hanno sempre supportato nel mio percorso sportivo, e per me questo è stato fondamentale. Ho sempre desiderato diventare padre e oggi sono molto orgoglioso dei miei due figli. Sono felicissimo con loro e cerco sempre di sostenerli e aiutarli. Essere padre è una delle cose più belle della vita. Spero che possano essere orgogliosi del loro papà e che sappiano che ho sempre cercato di fare il meglio per loro”.
Un ottimo rendimento al Marsiglia
“Il mio periodo al Marsiglia è stato incredibile. Lo stadio è fantastico e i tifosi esercitano una grande pressione, ma per un giocatore può essere anche una motivazione in più. Dopo la stagione in cui siamo arrivati ottavi è arrivato Roberto De Zerbi, e l’anno successivo abbiamo chiuso al secondo posto qualificandoci per la Champions League. È stata una stagione molto intensa, ma l’allenatore e tutta la squadra hanno saputo gestire bene la pressione. Arrivare secondi è stato un grande risultato per il club, i giocatori e lo staff”.
L’arrivo al Sassuolo
“Prima di arrivare ho parlato con De Zerbi e con Giovanni Rossi, che mi hanno raccontato molte cose positive sul club e sulla città. Qui la pressione è sicuramente minore rispetto a Marsiglia, ma è comunque un ottimo ambiente per giocare a calcio. L’idea di trasferirmi al Sassuolo è nata dopo una conversazione con il direttore sportivo, che mi ha convinto. Ho guardato alcune partite della squadra e mi è piaciuto molto il modo di giocare: un calcio di qualità, guidato da un allenatore con grande esperienza. Questo è stato uno dei motivi principali che mi ha spinto a venire qui”.
Anche Ismael Konè ha inciso
“Prima di firmare ho parlato anche con Ismael Koné, che mi ha parlato molto bene del Sassuolo. Mi ha detto che è un ottimo club, che lui si trova molto bene e che la squadra pratica un bel calcio. Le sue parole hanno sicuramente influenzato la mia decisione”.
Dal Marsiglia insieme a Bakola
“Bakola è una persona molto simpatica. Gli piace ridere e scherzare; a volte sembra un po’ timido, ma ha un grande senso dell’umorismo. In campo è un centrocampista eccellente, capace di giocare box-to-box e dotato di grandi qualità tecniche e fisiche. Sono convinto che potrà avere una grande carriera. Anche Ismael Koné è un ragazzo fantastico: ci divertiamo molto insieme. È un centrocampista completo, capace sia di segnare sia di servire assist, e anche lui possiede ottime qualità tecniche e fisiche. L’ho sentito cantare una volta… forse è meglio che continui a concentrarsi sul calcio, perché lì è decisamente più bravo”.
E tra Sassuolo e Marsiglia?
“Il Sassuolo è diverso dal Marsiglia, ma nel calcio bisogna sapersi adattare. Qui l’ambiente è molto più tranquillo e rilassato, e mi sto godendo molto questa esperienza. L’allenatore parla anche francese: anche se usa soprattutto l’italiano, a volte ci aiuta comunicando in francese”.
Matic ha sorpreso Ulisses Garcia
“Se devo citare un giocatore che mi ha sorpreso particolarmente, direi Matić. Nonostante i suoi 37 anni, l’intensità che mette negli allenamenti è impressionante. È un grande professionista e mi ha davvero colpito”.
L’elogio a Domenico Berardi
“C’è una foto di una partita tra Svizzera e Italia in cui sto marcando Berardi. È stata la prima cosa che gli ho ricordato quando sono arrivato al Sassuolo. Fu una partita molto combattuta e il mio compito era proprio quello di marcarlo. L’Italia ottenne un rigore dopo una bella azione, ma fortunatamente Jorginho lo sbagliò, e questo ci aiutò a qualificarci per i Mondiali. Ho scherzato su quell’episodio con Domenico quando ci siamo incontrati. In allenamento mi ha davvero impressionato: è molto professionale e dà sempre il massimo. Ha un piede sinistro straordinario ed è sempre pericoloso. Inoltre lavora molto per la squadra ed è un ottimo esempio per tutti come capitano”.
L’obiettivo con il Sassuolo
“Il mio obiettivo per questa stagione con il Sassuolo è continuare a vincere e aiutare la squadra a salire in classifica. Spero che riusciremo a ottenere risultati che rendano orgogliosi il club e i nostri tifosi”.
E poi c’è il sogno Mondiale
“A livello personale, uno dei miei sogni più grandi è giocare il Mondiale. Il mio obiettivo è essere convocato dalla nazionale svizzera. Se continuerò a offrire prestazioni solide penso di avere buone possibilità. Le convocazioni arriveranno a marzo, quindi vedremo cosa succederà, ma partecipare al Mondiale resta uno dei miei obiettivi principali”.
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