Ballardini, in conferenza, si è mostrato scettico sulla questione legata al terzo modulo cambiato dal suo arrivo al Sassuolo, esprimendosi così: “Per me più che il modulo è la voglia di fare squadra che conta. Quando c’è da difendere, gli attaccanti devono essere i primi difensori. Bisogna sfruttare le caratteristiche tecniche e fisiche dei giocatori”.
Ebbene sì, conterà la voglia di fare gruppo, di esaltare le qualità del singolo, ma i numeri della gara contro l’Inter parlano molto chiaro: porta inviolata (con Consigli che ha effettuato una sola parata, ndr), un solo tiro nello specchio e 7 fuorigioco a sfavore dei neroazzurri.
Sicuramente i neroazzurri sono arrivati in un clima di festa, ma Ballardini ha saputo imbrigliare la corazzata di Inzaghi, giocando a specchio (dunque con il 3-5-2, ndr) e regalandosi una prestazione solida, con la difesa mai in difficoltà, il centrocampo sugli scudi e le due punte che hanno svolto un lavoro, in fase di non possesso, assolutamente enorme.
Ripartire da qui, con queste certezze e questa voglia per regalarsi 3 finali importantissime per raggiungere una salvezza che fino a pochi giorni fa sembrava irraggiungibile. Testa al Genoa.
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Il nuovo modulo prevede di comprarle tutte da qua alla fine
Si ma anche la determinazione