Sono passati più di dieci anni da quando il Sassuolo è approdato in Serie A e da allora è cambiato tanto. Abbiamo voluto sentire il parere di Luca Caselli, ex sindaco di Sassuolo, primo cittadino proprio nel periodo del fatidico salto di categoria.
Lei ĆØ stato sindaco di Sassuolo nel periodo della storica promozione in Serie A, cosa ha provato allora e cosa prova adesso vedendo la squadra in difficoltĆ ?
Allora provai una grande e reale emozione, perchĆ© quella squadra trasmetteva entusiasmo e perchĆ© fu un momento storico per la cittĆ (tanto che suonai personalmente il ācampanoneā in piazza, cosa che si fa solo in occasioni di portata epocale). Oggi quellāentusiasmo mi pare si sia raffreddato e non tanto per lāandamento dellāattuale campionato, quanto perchĆ©, a distanza di anni, sembra quasi che il Sassuolo in Serie A sia qualcosa di assodato, quasi scontato.
Cosa hanno portato questi (primi) dieci anni in Serie A alla cittĆ di Sassuolo?
Sicuramente lustro e notorietĆ . Per il fatto che la squadra gioca a Reggio Emilia, credo che gli esercizi sassolesi abbiano beneficiato meno del previsto di questo risultato sportivo. In ogni caso le sponsorizzazioni hanno certamente giovato alle aziende del distretto.
A suo parere, cosa ĆØ andato storto questāanno?
In primo luogo lāinfortunio di Berardi, poi, forse di conseguenza, un reparto dāattacco poco incisivo. Anche troppe āamnesieā difensive, spesso da parte dei centrali (ne vorrei citare uno, ma mi sembrerebbe ingeneroso). In sintesi si ĆØ vista una squadra spesso troppo molle e compassata, con un gioco abbastanza prevedibile.
Il 18 maggio 2013 portò con sĆ© allo stadio il santino di Sant’Eufemia per propiziare la promozione. ProverĆ di nuovo a tirarlo fuori sperando questa volta nella salvezza?
āScherza coi fanti ma lascia stare i santiā dicevano, specie in questioni sportive. Battute a parte, se può servire, volentieri. Credo comunque che il Sassuolo si salverĆ , ma serve più determinazione, soprattutto mentale, da parte della squadra. Senza quella, sarĆ dura anche con il santino.
Quanto ha inciso sui risultati la frequente assenza di Berardi?
Direi che sia stata decisiva. Il Sassuolo senza Berardi perde almeno la metĆ del suo potenziale dāattacco e una percentuale simile a livello tecnico complessivo.
Non è un segreto che Lei sia però un tifoso della Lazio e del Modena. Pensa che i biancocelesti possano raggiungere qualche obiettivo?
Dopo varie stagioni tutto sommato soddisfacenti, questāanno abbiamo sofferto molto. Credo che attualmente, salvo miracoli, la Lazio non possa ambire ragionevolmente a molto di più di un piazzamento in Conference. Per quanto mi riguarda, preferirei nemmeno quello.
Anche il Modena sta vivendo una crisi. Cosa crede che dovrebbe fare per uscirne?
Premetto che ho conosciuto Paolo Bianco e lo stimo come uomo e come sportivo. Tuttavia, la legge del calcio ĆØ spesso spietata in situazioni come quella in cui versa attualmente il canarino. Temo che lāesonero del mister sia oggi un passaggio quasi obbligato. Spero tuttavia di sbagliarmi e che Bianco mi faccia ricredere.
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