Sassuolo, vincere o valorizzare? Questo è il dilemma

Un equilibrio venuto a mancare in favore delle cessioni alla base della crisi

frattesi

Il calcio, in senso stretto, è un gioco semplice: si gioca in undici, si calcia una sfera e si cerca di mandarla dentro alla porta. Ma se parliamo di calcio in senso lato, le cose cambiano molto. Prescindendo dai discorsi relativi agli interessi economici, dei diritti televisivi ecc ecc… tra i vari aspetti da tenere in considerazione ci sono anche le aspettative dei tifosi e gli obiettivi del club. Spesso, anche se sembra assurdo, questi non coincidono. A logica dovrebbero voler tutti le stesse cose: vincere, vincere, vincere.

In realtà non è così, specialmente quando si tratta di società “minori” come, ad esempio, il Sassuolo. Partito con grandi ambizioni nei primi anni di Serie A, tanto da arrivare addirittura in Europa League, ha poi piano piano concentrato le sue forse sul lanciare giocatori di buona prospettiva per valorizzarli. Detta così sembra quasi una cosa nobile, tradotta nella realtà è semplicemente “comprare a poco e vendere a di più”, a discapito del divertimento, dei risultati e dei tifosi.
Nel clima di contestazione che si sta vivendo tra le mura neroverdi, infatti, uno degli argomenti principali è proprio questo, cioè l’eccessiva facilità con cui il club si è liberato dei giocatori valorizzati, senza trattenerli e senza quindi ambire più a traguardi importanti. Negli anni sono stati tanti i giocatori venduti per fare cassa, ma questa cosa è andata sempre aumentando fino all’eccesso dell’ultima stagione.
L’elenco dunque è lungo, a partire da Simone Zaza, ceduto nel momento migliore della carriera, passando per Sensi, Vrsaljko, Sansone, Pellegrini, Defrel, Acerbi, Falcinelli, Politano, Demiral, Duncan, Lirola, Scamacca, Boga, Locatelli, Raspadori, Traorè, Lopez, Frattesi, Rogerio e chi più ne ha, più ne metta. La domanda sorge sempre spontanea: ma se anche solo alcuni di questi giocatori fossero stati trattenuti un po’ di più, cosa si sarebbe potuto fare?
Certamente, vincere e valorizzare, devono rimanere almeno in equilibrio, se mancano i risultati anche le cessioni ne risentono enormemente. Forse è proprio questo equilibrio che è venuto a mancare negli ultimi anni ed è necessario ritrovarlo alla svelta per non buttare via una sogno bellissimo.
Redazione

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