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Kumbulla si presenta: “Con il lavoro possiamo migliorare la classifica…”

Le prime parole da difensore del Sassuolo, di Marash Kumbulla, che ha parlato di sé in un'intervista a tutto tondo

Kumbulla

Le parole, le prime da giocatore neroverde, di Marash Kumbulla, che ai microfoni del club si è presentato al proprio popolo emiliano. Riportate, di seguito, le dichiarazioni del centrale difensivo albanese.

IL PERCORSO. “Fino a 15-16 anni il calcio per me è stato solo un gioco, successivamente ho capito che avrei potuto fare qualcosa di importante. A 18 anni ho militato nelle giovanili del Verona, ho fatto tutta la gavetta possibile per arrivare in Serie A e alla fine ci sono riuscito“.

IL SETTORE GIOVANILE. “Mi ha insegnato tanto, ma più di tutto la dedizione e la costanza nel lavoro. Tutti gli allenatori e collaboratori che ho conosciuto mi hanno fatto rimanere con i piedi per terra, senza farmi montare la testa“.

I RUOLI. “Ho cominciato da centrocampista difensivo, il cosiddetto mediano, successivamente mi hanno arretrato in difesa e da lì in poi non ho più lasciato quella posizione“.

I PASSI PIU’ IMPORTANTI IN CARRIERA. “Sicuramente il mio primo contratto da professionista. Il mio procuratore mi aveva detto che sarebbe arrivato e quando ho firmato io e la mia famiglia eravamo felicissimi. Il contratto, in tenera età è un attestato di stima da parte della società che ti acquista, per questo è l’emozione più grande per me“.

UNA FAMIGLIA TUTTA SPORTIVA. “Mio fratello fa l’arbitro, infatti, quando ci sono episodi dubbi ne parlo anche con lui e ci prendiamo in giro a vicenda“.

LE PRIME EMOZIONI. “Sono legate ai miei esordi prima in B e poi in A. Non nego di aver avuto timore all’inizio, perché nel campionato cadetto entravo a gara in corsa ed era proprio la prima presenza. In Serie A, invece, avevo l’emozione del momento, ma la prima partita in Serie B è quella che ha lasciato di più il segno dentro di me“.

IL PROSSIMO AVVERSARIO. “Juric mi ha dato fiducia, lui mi ha fatto esordire, lo stimo tanto e lo ringrazierò per sempre perché è stato il primo a credere in me. Sabato lo saluterò, anche se in campo non ci sono amici, faremo di tutto per vincere. Dovremo stare molto attenti perché il Torino è una squadra molto fisica, che gioca d’anticipo e ci verrà a prendere alta, però sono convinto che con le nostre qualità potremo metterli in difficoltà“.

VERONA. “E’ casa mia, sono cresciuto lì, era come abitare con i miei genitori, sono stati la mia famiglia. Quell’anno ho giocato con molta regolarità e abbiamo ottenuto una salvezza tranquilla“.

IL PASSAGGIO AI PIEDI DELLA CAPITALE. “Quando è arrivata l’offerta dalla Roma non ho proprio potuto rifiutare. Ci sono stati tanti alti e bassi ma ho comunque trascorso 3 anni e mezzo molto belli. La vittoria della Conference a Tirana è stata una grande emozione, anche se purtroppo non ho giocato quella partita, ma ho sentito tutta l’energia del mio popolo che tifava per noi“.

IL PUNTO DI FORZA. “Ho segnato diversi gol, anche se non sono un attaccante, da calcio d’angolo. Non è il mio mestiere ma quando mi propongo sulle palle inattive l’obiettivo è quello di buttare la palla in fondo al sacco. Spero di segnare anche qui a Sassuolo“.

IL CALVARIO. “L’infortunio è arrivato in un momento inaspettato. E’ stata davvero dura specialmente all’inizio perché le prime settimane non potevo camminare se non con le stampelle. Mi è stato insegnato che quando uno cade deve sempre rialzarsi e adesso sono pronto fisicamente. Non vedo l’ora di scendere in campo“.

I NUOVI COMPAGNI. “Mi alleno bene, mi trovo bene con la squadra, adesso ho solo bisogno di trascorre più tempo possibile in campo tra allenamenti e speriamo partite. Ho trovato un gruppo di ragazzi volenterosi di giocare e fare risultati, con un mister molto carico“.

LA TRATTATIVA CON I NEROVERDI. “E’ stato tutto molto veloce, penso che il giorno prima di iniziare le visite mediche era uscito il nome del Sassuolo. Non ho avuto esitazioni, ho subito detto al mio procuratore che volevo venire qui e così è stato“.

L’INTESA ALBANESE. “Ho chiamato Bajrami prima di arrivare qui e lui mi ha detto che mi aspettava qui, e ora sono molo felice“.

LA STAGIONE. “La classifica non è bellissima ma l’ambiente è sereno e compatto e, sappiamo che con il lavoro possiamo migliorare questa situazione“.

LA NAZIONALE. “Per me l’Albania è importantissima, la mia famiglia è totalmente albanese e anche se sono nato qui in Italia ho scelto la mia nazione d’origine perché ho ascoltato il mio cuore. La prima gara dell’Europeo è proprio ItaliaAlbania e non me lo aspettavo, ma spero di esserci e che vinceremo noi“.

AI TIFOSI. “Dico che conta di più la qualità della quantità, non importa se sono in 50 o in 50.000 il loro sostegno si farà sentire e questo ci darà una grande mano. Forza SASOL!“.

 

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