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Luca Marelli a ForzaSassuolo: “Il rigore per la Roma è netto, l’espulsione su Boloca andava estratta sul campo…”

L'intervista esclusiva a Luca Marelli, ai nostri microfoni, con diverse questioni riguardanti il match perso dai neroverdi contro la Roma

Luca Marelli, ex arbitro di Serie A e, commentatore di episodi arbitrali per DAZN, è stato ospite ai nostri microfoni, in esclusiva, per commentare alcuni episodi che hanno caratterizzato la sfida tra Sassuolo e Roma.

Non solo, perché oggetto di dibattito è il caso riguardante il metro di giudizio adottato da Rocchi nel prendere provvedimenti contro l’arbitro Massa, che ha lasciato dietro di sé tantissime polemiche per la gestione arbitrale del match del Maradona.

Il tutto per avere una visione completa ed esaustiva dell’utilizzo del VAR e per comprendere in che ottica si muova l’Aia nei confronti dei propri assistiti.

Il penalty concesso ai giallorossi, rivedendolo da alcune immagini non sembra evidenziare un vero e proprio contatto tra Erlic e Kristensen, bensì pare che l’esterno giallorosso pesti il piede del croato, finendo poi a terra, che ne pensi?

L’ho detto subito nel post-partita, può sembrare che ci sia un tocco successivo di Kristensen sul piede di Erlic e, nel gioco di frame che i social conoscono ormai molto bene, potrebbe venir fuori che in realtà sia stato il giallorosso a pestare il centrale neroverde.

In realtà il fallo c’è ed è evidente, in quanto proprio Erlic aggancia il tallone dell’esterno della Roma, che con la gamba colpita di fatto non aveva più l’appoggio, sul terreno, disponibile“.

L’altro episodio, meno discutibile dal punto di vista sanzionale, riguarda l’espulsione di Boloca. Marcenaro ha fatto “ricorso” al VAR per chiaro ed evidente errore?

Sì, questo è un errore che si poteva evitare, sanzionando il centrocampista del Sassuolo direttamente sul terreno di gioco.

L’intervento del VAR era doveroso in quanto fosse evidente la netta pericolosità dell’intervento. 

Chiaramente parliamo di fallo grave di gioco e non di condotta violenta di Boloca, che comporta, dunque, una giornata di squalifica. Discorso inverso in caso di condotta violenta, seguita eventualmente dalla sanzione di due o più giornate di squalifica.

Marcenaro doveva vederlo in campo, perché la sensazione che l’intervento fosse pericoloso la si aveva avuta subito.

Questa può essere l’unica pecca nella prestazione di Marcenaro, che ha diretto molto bene la sfida tra Sassuolo e Roma. 

Manca solo un’ammonizione ai danni di Mancini su Laurienté, nel corso del primo tempo, con il centrale difensivo volto solamente a stoppare una possibile ripartenza del francese all’altezza del centrocampo.

Intervento che doveva dunque essere sanzionato per comportamento anti-sportivo“.

Restando in tema Marcenaro, José Mourinho 24 ore prima della gara, in conferenza stampa, aveva esternato molta preoccupazione e dubbi riguardo il direttore di gara, che in passato aveva comportato l’espulsione del portoghese, quando vestiva i panni del IV uomo, cosa pensi delle parole del tecnico della Roma?

Il ruolo di quarto ufficiale e di arbitro sono completamente differenti, perciò la Procura è intervenuta aprendo un fascicolo, ma non so se ci sarà deferimento o meno, di questo se ne occuperà la Procura Sportiva e direi che possiamo fermarci qui. 

In generale commentare una designazione mi sembra un po’ eccessivo e inutile, anche perché se Marcenaro ha avuto la possibilità di arbitrare gara di prima fascia come quella tra Sassuolo e Roma, vuol dire che aveva mostrato garanzie tali da poter gestire una sfida come questa ed effettivamente ha arbitrato molto bene. 

In queste circostanze è meglio evitare di fare commenti perché poi si passa per ciò che non si è, ma come è giusto che sia ci saranno provvedimenti nel caso in cui si accerterà la presenza di dichiarazioni lesive nei confronti della classe arbitrale. 

E’ successo a Mourinho, sta succedendo a Thiago Motta ed è giusto che sia così, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, poi le decisioni saranno prese dal Giudice Sportivo“.

Parlando di provvedimenti potremmo collegarci a quanto successo nella sfida successiva a Sassuolo-Roma, ovvero quella tra Napoli e Inter, gara nella quale la direzione di Massa ha portato con sé tantissime polemiche. Come giudichi la scelta di Rocchi di non sospendere il direttore di gara, bensì di fare in modo che Massa, per questa stagione, non diriga più i partenopei?

In questo momento posso dire che non c’è alcuna dichiarazione ufficiale né di Rocchi né dell’Aia, ma il tutto si concentra solo per ricostruzioni fatte dai giornalisti. Bisognerebbe informare sulla base di notizie certe e, al momento, di certo non c’è nulla.

Poi magari sono anche ricostruzioni vere, non dico certamente il contrario e mai ho detto che i giornalisti inventino le notizie, però bisogna basarsi sui fatti e non su un’ipotetica decisione dell’Aia. Sinceramente non ne so nulla, ma finche non lo vedo o non lo sento, non ci credo“.

A volte si ha la sensazione che si ricorra al VAR troppo poco spesso, specialmente quando si presentano molti episodi dubbi nel corso di una gara. Per quale ragione i direttori di gara non ricorrono subito al VAR, ma si confrontano tramite auricolare?

Gli arbitri non vanno subito al VAR e prediligono un confronto con la sala della moviola, tramite auricolare, perché il protocollo ha delle fondamenta molto rigide, che prevedono la mancata ricorrenza all’uso dell’On Field Review per 5/6 volte a partita. 

La media in Italia è più o meno di una volta ogni tre partite ed è così anche a livello europeo, nei maggiori campionati e, delle competizioni riguardanti le Nazionali.

Non si può richiamare per un possibile errore, ma bisogna richiamare solo in caso di chiaro ed evidente errore, cioè in presenza di un errore evidente o di una svista del direttore di gara. 

Io sono assolutamente d’accordo con questa linea, perché il VAR nasce per porre rimedio a errori evidenti non per porre rimedio a possibili errori, perché se ci trovassimo nel secondo caso allora il VAR verrebbe usato 5/6 volte a partita, ma la filosofia legata alla moviola in campo è un’altra“.

Per concludere, dall’inizio del nostro campionato ci sono stati molti episodi controversi, dove sono stati adottati due pesi e due misure, ultimi e non per ordine di importanza proprio quelli di Sassuolo-Roma e Napoli-Inter, concordi con questa affermazione?

Se il rigore non dato al Napoli in occasione del contatto OsimhenAcerbi, fosse stato concesso in campo, il VAR non sarebbe assolutamente intervenuto, perché il contatto c’è stato, ma l’interpretazione dell’entità viene lasciata libera a chiunque. 

Io non mi pongo come censore di opinioni altrui, esprimo solamente la mia e prendo atto di chi mi dice che quello non dato al Napoli era calcio di rigore, ma secondo me non lo è, perché l’entità è molto limitata. 

Tra l’altro per dinamica i due episodi non possono essere comparati, perché il fallo su Kristensen al Mapei viene commesso da Erlic in modo evidente. 

Io ho una soglia soggettiva, molto alta, sull’assegnazione dei penalty, per la quale il contatto OsimhenAcerbi non è calcio di rigore, ma capisco chi mi dice il contrario perché effettivamente ci sono elementi per poterlo fischiare. 

Ciò che posso assicurare è che l’episodio del Maradona non è oggetto del VAR, in quanto si tratta di un possibile errore e non di chiaro ed evidente errore“.

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