Una squadra che al termine della stagione, da 4 anni a questa parte, ha sempre oscillato tra l’11esimo e l’8^ posto, arrivando addirittura a totalizzare 62 punti nell’arco di un singolo campionato, mentre adesso fatica a ingranare e a trovare una quadra solida.
Questo Sassuolo, però non è più quello di Missiroli, Magnanelli, Raspadori, Scamacca o Frattesi, ma è solo quello di Berardi, che ha probabilmente più di un piede fuori dall’Emilia, direzione Piemonte, sponda bianconera.
In aggiunta, la squadra di Alessio Dionisi dopo le diverse cessioni effettuate quest’estate, sembra aver smarrito quella consapevolezza di essere una squadra ammazza-big, in grado di disegnare e insegnare calcio in giro per l’Italia.
Poche occasioni da gol e tante, troppe sbavature difensive, mai si era partiti così male da quando la compagine emiliana si affacciava per la prima volta nella massima serie del nostro calcio, disponendo di una squadra forse ancor meno attrezzata di quella attuale.
Dunque, da dove bisogna partire per non sprofondare? Dai valori, tecnici, umani e di gruppo, ovvero quelli che Alessio Dionisi rivendica, ben consapevole della situazione, dall’inizio di questa stagione.
Ora più che mai c’è una gara da vincere in casa, davanti al proprio pubblico, contro una squadra come la Salernitana, in seria difficoltà in termini di risultati e poi ci sarà la sosta, che fino ad oggi non ha giovato ai neroverdi, ma che dovrà essere una rampa di lancio se non si vorrà finire nel baratro.
Un fallimento adesso, con una società solida e con delle idee chiare e ben definite, non se lo perdonerebbe nessuno, quindi, avanti tutta e tutti insieme, squadra, allenatore e tifosi.
E quindi se non si muovono stavolta che hanno contro l’ultima in classifica possono salutare tutti e andare in c perché sarebbe quello che si meritano ma speriamo che quello che ho detto non si verifichi e spero in avanti
Anche senza quasi…..