Nel settimanale appuntamento a Open Var, in collaborazione con DAZN è stato oggetto di analisi e discussione il mancato rosso a Ivan Provedel, nel match tra Sassuolo e Lazio (0-2 per i biancocelesti, ndr).
Come ben ricorderete Toljan lancia Berardi lungo la fascia, ma Provedel esce dai pali e si avventa sul pallone, apparentemente in modo irregolare, ingannando l’assistente Bettegoni che suggerisce per il DOGSO.
Al Var Di Paolo decide di ricontrollare l’azione con più immagini, di diverse angolazioni, per accertarsi della decisione e dopo diversi minuti di attesa, l’arbitro, Di Bello, cambia, dunque, la decisione e revoca l’espulsione al portiere biancoceleste, facendo ripartire la Lazio in possesso di palla.
A commentare l’episodio ci ha pensato Matteo Trefoloni, responsabile del settore tecnico arbitrale: “Abbiamo inizialmente una valutazione di espulsione da parte dell’assistente che chiama l’arbitro.
Se fosse stato fuori area, sarebbe stata espulsione per la DOGSO.
È il VAR stesso a chiedere una doppia immagine per avere certezza della mano destra di Provedel, perché da lì si capisce se è punibile o meno.
VAR e AVAR riescono a trovare il momento esatto di contatto tramite un lavoro certosino”, ha concluso Trefoloni.