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L’ex Di Francesco alla Rosea: “Peccato che Berardi non giochi la Champions”

Eusebio di Francesco si racconta, a cuore aperto, ai microfoni della Gazzetta dello Sport

di francesco

L’ex allenatore del Sassuolo Eusebio Di Francesco, tornato in serie A, alla guida del Frosinone e prossimo avversario dei neroverdi, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport.

La chiamata di Angelozzi.

“Mi ha chiamato per fare una chiacchierata, non ci ho pensato un attimo. Avevo in piedi qualche trattativa, una bella proposta dalla Cina. Frosinone è stata la priorità, ho badato, come spesso ho fatto, più al lato umano che a quello economico. Mi sento nel posto giusto. Mi avevano fatto passare la voglia, ma non ho mai pensato di smettere”.

Torniamo a lei. Come ha trascorso il tanto tempo libero?

“Aggiornandomi. Ho apprezzato il lavoro di De Zerbi, interessante per l’identità che dà. Sono stato con la famiglia, ho giocato a padel. Ho fatto mea culpa: dovevo dare più intensità. Ho capito che rimuginare non aiuta. E ho appreso tanto dalla psicologia. Sono stati utili “Mindset” di Carol Dweck e “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman”.

Tanti si stanno rilanciando: i difensori Romagnoli e Monterisi poco considerati a Lecce, Marchizza non capito a Sassuolo.

“Ecco, Romagnoli ha esperienza, è uno di quelli che dal campo lo devi cacciare. Monterisi è più un centrale che un terzino. Marchizza, invece, nasce centrale e fa il terzino. Ha giocato poco, ora dovrà giocare tanto, Hanno voglia di aiutarsi, di riscattarsi e di dimostrare che sono validi”.

Cheddira deve capire bene la A, Harroui l’ha capita bene,

“Cheddira non vede l’ora di sbloccarsi, si muove bene e attacca gli spazi, Harroui è una mezzala che ha fame di gol. Vive per attaccare. Estro e fantasia non vanno annullati e bisogna puntare l’uomo uno contro uno”.

Lei non vuole essere definito integralista, ma lo è stato.

“Prima ero più rigido, ma non lo sono. Esiste un’idea di 4-3-3 ma dinamico. Con i terzini dentro a giocare. Oggi loro hanno un ruolo fondamentale e devono essere più olandesi, come diceva Ulivieri. Theo Hernandez è l’esempio del terzino moderno. Avete visto Calabria fare bene il mediano. Ma attenzione: il calciatore non va mai messo in difficoltà”.

Alla ripresa ritroverà il suo figlio calcistico Mimmo Berardi. Rimasto ancora al Sassuolo.

“Un valore aggiunto per il Sassuolo al quale resto legato, un peccato che non giochi la Champions. Le coppe le ha fatte solo con me. L’avrei voluto alla Roma, ma i dirigenti non erano convinti: si sentì poco considerato e rifiutò. Lo porto ancora come esempio ai ragazzi”.

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