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Sassuolo, Viña si presenta: “Ecco perché ho scelto Sassuolo”

Arrivato dalla Roma con la formula del prestito con diritto di riscatto, Matias Viña si è presentato a tutti i tifosi

Viña

Matias Viña è stato l’ottavo colpo del Sassuolo, arrivato dalla Roma in prestito con diritto di riscatto, ha parlato oggi in una lunga intervista ai microfoni di SassuoloChannel, presentandosi ai suoi nuovi tifosi.

Cosenza-Sassuolo?

“È stata una partita un po’ strana perché la prima partita è sempre difficile ma l’importante è aver passato il turno. Quello che possiamo migliorare poi, partita dopo partita si potrà fare meglio, e siamo qui al centro sportivo per lavorare al meglio”.

Come è stato il tuo arrivo a Sassuolo?
“Non ho fatto la preparazione con una squadra e ho lavorato da solo, sono arrivato qui da due settimane e ho iniziato a lavorare un po’ di più ma non sono ancora al 100%.

La squadra mi ha accolto molto bene. Ho trovato una squadra che gli piace allenarsi, competere, è una squadra giovane che può fare bene. Ho guardato tanto il Sassuolo quando ero alla Roma, gioca benissimo, per questo mi è piaciuto venire qua”.

Al Sassuolo c’è il tuo connazionale Alvarez: lo hai sentito prima di venire a Sassuolo?

“Ho parlato con El Canario Alvarez, ho parlato del centro sportivo, dei compagni, ho parlato anche con Traoré che era mio compagno in Inghilterra e tutti mi hanno parlato benissimo del club”.

Qual è la prima cosa che ti ha impressionato al Sassuolo?

“La prima impressione più importante qui a Sassuolo l’ho avuta per il centro sportivo, è bellissimo, c’è tutto e si parte da qui per crescere”.

Dionisi?

“Con mister Dionisi mi sono trovato bene, abbiamo parlato qualche volta, di come pensa di affrontare le partite, di come posso aiutare la squadra, e lavorare giorno dopo giorno per fare meglio”.

Obiettivi?

“Il mio pensiero è sempre vincere, poi vediamo partita dopo partita quello che può succedere. Dobbiamo lavorare in settimana, affrontare la squadra avversaria per vincere. Quello che possiamo fare lo vedremo”.

Che esperienza hai vissuto in Premier con il Bournemouth?

“Il Bournemouth è stata un’esperienza bella, mi è piaciuto tanto stare lì. In Premier c’è un calcio differente dal nostro, sono più avanti rispetto a noi, più intenso, ma è stato bello.

Io alla Roma non stavo giocando tanto, sono andato lì e ora sono a Sassuolo per aiutare la squadra. L’intensità durante i 90 minuti in Premier League è tanta, la corsa è tanta.

Nelle prime due settimane non finivo l’allenamento perché si andava troppo forte ma dopo un paio di settimane ho preso il ritmo e mi sono trovato bene. Penso di aver fatto bene lì, ora sono qui a Sassuolo per fare bene”.

La Roma?

“Alla Roma ho iniziato bene, a giocare, poi ho perso spazio, ma è stata un’esperienza bella. Arrivavo dal Brasile in un calcio tattico e ho iniziato a imparare tanto. In Sud America non si lavora tanto dal punto di vista tattico ed è questo quello che fa la differenza qua”.

Il 2018?

“Il 2018 è stato l’anno più difficile per me, ho pensato di lasciare il calcio. Nel 2017 ho iniziato, nel 2018 non ho giocato un minuto, poi è arrivato il 2019 che è stato uno degli anni più importanti, penso che è stata la fiducia dell’allenatore Alvaro Gutierrez che mi ha dato spazio.

Ho vinto la Libertadores, il trofeo più importante per me. Tutti i giocatori sognano di vincere, penso sia la cosa più importante nel calcio, poi può arrivare o no ma l’importante è dare tutto”.

Le vittorie in Uruguay?

“Il primo trofeo l’ho vinto con il Nacional in Uruguay, è stato bellissimo. L’anno dopo però la vittoria della Libertadores è stata un’esperienza incredibile e penso che tutti i bambini dell’Uruguay sognano di vincere quella Coppa“.

L’avventura al Palmeiras com’è stata?

“Il Palmeiras è una bella squadra, la prima squadra che mi ha dato fiducia e penso sia stata una buona decisione andare lì perché i migliori terzini si trovano in Brasile. Ho imparato tanto”.

La Nazionale?
“Essere un giocatore della Nazionale per me è un orgoglio, la cosa più importante. Tutti i bambini sognano di vincere la Libertadores e al tempo stesso sognano la Nazionale.

Nell’ultima partita sono stato capitano, un orgoglio immenso. In Nazionale ho tanti amici, ho un rapporto particolare con José Maria Gimenez“.

La famiglia?

“Mia mamma è una professoressa, è stata un po’ severa per me. Quando mi sono fatto male alla clavicola mi alzavo alle 5 della mattina per fare allenamento, fisioterapia e poi la notte per andare a scuola. È stato un anno duro”.

Come mai hai scelto il numero 17?

“Non ho mai preso il numero 17, era libero e l’ho preso perché è un numero che mi piace”.

Infine un saluto ai tifosi…

“Ciao amici neroverdi, qui Matias. Questa settimana inizia il campionato e ci vediamo allo stadio. Forza Sasol

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