Ecco, in esclusiva, la nostra intervista ad Alessandro Jacobone, collega di Sportitalia ed esperto del pianeta rossonero, a 48 ore dal big match del Mapei Stadium che vedrĆ a confronto il Sassuolo di Ballardini e il Milan di Pioli. Ecco le sue parole ai nostri microfoni.
Tanto nervosismo ieri alla fine della gara con la Roma, in questi casi cosa si fa per recuperare la concentrazione mentale in vista del campionato?Ā
“Dopo un periodo molto lungo di continuitĆ , bel gioco e punti il Milan ĆØ caduto nella partita più importante, in questo finale di campionato, ma lo saranno tutte in questo finale di stagione.
Questo passo falso purtroppo determina il nervosismo visto in Leao e nella squadra nel corso dei 90 minuti. C’ĆØ molto rammarico perchĆ© questo ĆØ un obiettivo in cui la squadra ci credeva. Leao ha capito di aver perso una grossa opportunitĆ .Ā
La gara di ieri, però, Pioli l’ha preparata male, De Rossi lo ha letteralmente ingabbiato e il merito ai giallorossi va riconosciuto, ma la situazione fa arrabbiare perchĆ© a confronto vi erano un allenatore esperto e uno alla prima vera grande opportunitĆ nella sua ‘nuova vita’ da allenatore.
Per ripartire, bisognerĆ capire se questa flessione di squadra sia dovuta ad una mal gestione delle forze fisiche oppure se bisognerĆ ripristinare l’approccio tecnico-tattico nei prossimi impegni“.
Leao tramortito dai fischi di San Siro, meritati o eccessivi?Ā
“Molti dicono che i fischi fossero per Leao, altri suppongono che la tifoseria noĀ avesse gradito il cambio di Leao. Io credo che, al momento, i milanisti debbano dimenticarsi il modo in cui hanno trattato i vari Seedorf, Ronaldinho e i tanti giocatori fischiati a San Siro quando non performavano.
Il tifoso deve cercare di capire, il che non significa viziare, che Leao non può essere fischiato per una partita sbagliata dopo aver determinato in tante gare dimostrando leadership in tantissime situazioni come ad esempio, e qui propongo un amarcord amaro per i neroverdi (lo Scudetto rossonero conquistato al Mapei, ndr), quando servì tre assist e una prestazione clamorosa per i gol di Giroud e Kessié.
Adesso c’ĆØ bisogno di sostegno per il Milan da parte dei tifosi, poi a fine stagione se gli obiettivi non saranno raggiunti, si tireranno le somme e solo allora si potrĆ contestare l’operato della squadra“.
Ć ipotizzabile qualche variazione nellāassetto dei rossoneri, in vista di domenica?Ā
“Bisogna capire se il calo di ieri sera ha rappresentato un episodio singolare oppure no. Bennacer, ad esempio, ha fornito una prestazione sottotono rispetto a quelle a cui ci ha abituato, ma non era in forma e non ha potuto compensare con il suo ritmo e la sua pressione, in contrasto con la fisicitĆ del centrocampo giallorosso.
Un’altra nota negativa risiede in Loftus Cheek, che ha disputato la sua peggior partita, dopo una serie di grandi partite, da quando veste la maglia rossonera. A Pioli servirĆ capire, tra le mura di Milanello, se il problema ĆØ mentale oppure si tratta di un affaticamento collettivo e, magari fisiologico, dopo tanti risultati positivi.
Evidenziati i problemi del Milan, voglio ribadire che la Roma si ĆØ difesa molto bene e s tutti colui che ha svolto un lavoro fondamentale porta il nome di Romelu Lukaku, che con la sua difesa del pallone ha consentito alla squadra di indirizzare la gara verso il tripudio giallorosso“.
Cosa temi di più del Sassuolo?Ā
“Generalmente gli allenatori come Ballardini, rientrano nella classe dei tecnici intesi come normalizzatori, ovvero coloro che preparano partite che vengono lette con maggiore attenzione, perchĆ© in grado di architettare le sfide in maniera semplice, ma l’esperienza abbinata alla semplicitĆ di gioco può essere fatale. La tranquillitĆ del collettivo può esaltare le giocate del singolo ed ĆØ proprio questo che il Milan dovrĆ temere dei neroverdi“.Ā
Io personalmente mi aspetto Sassuolo più attento, ma non dico più ordinato perché calpesterei il lavoro di Dionisi, che nonostante tutte le difficoltà , purtroppo, mancava tremendamente nella continuità di risultati.
In qualunque modo terminerĆ questa stagione non sarĆ mai Ballardini il problema, ma la societĆ deve prendersi le proprie colpe ed ĆØ in momenti come questi che si fanno le proprie valutazioni, positive o negative che siano.Ā
Dal canto loro i giocatori, quando diventano consapevoli del momento complicato, si assumono le rispettive responsabilitĆ e fanno di tutto per mettersi in proprio, perchĆ© comprendono che i risultati non possono interamente dipende dall’apporto dell’allenatore“.
Domenica mancherĆ la ‘bestia nera’ del Diavolo, Domenico Berardi, qual ĆØ la tua opinione su di lui?Ā
“Berardi ĆØ una vera e propria spina nel fianco. Devo ammettere che ĆØ detestato dai tifosi rossoneri, perchĆ© ha ferito molte volte il Milan. Mi duole però sottolineare che, se avesse avuto la testa, poteva fare molto di più nella sua carriera.
Il Sassuolo ha avuto la fortuna e il privilegio di coccolarlo, perché le grandi squadre del nostro campionato non hanno mai azzardato quel milione in più per assicurarselo e il motivo è semplice: il feedback caratteriale era sempre negativo.
Con il passare degli anni la maturitĆ ha fatto da padrone nel numero 10, che ĆØ nettamente migliorato, sotto il profilo dell’atteggiamento. Berardi ha avuto a più riprese l’interesse, poi cestinato, dal Milan perchĆ© considerato un giocatore difficile anche a livello di gruppo,.
La sua genialitĆ , nella mente e nei piedi, fa la guerra con gli atteggiamenti, un po’ come Paul Gascoigne oppure Diego Armando Maradona, rivedibili nel quotidiano, ma letteralmente fuori dal comune sul terreno di gioco. Berardi, mi sento di dirlo, ĆØ un campione mancato“.
Cosa ĆØ cambiato dalla partita di andata?Ā
“Sicuramente ĆØ cambiato il Milan stesso, che adesso ha continuitĆ , fatta eccezione per il passo falso in Europa League. A inizio stagione mancavano troppi tasselli importanti, in più i continui infortuni misti ai tanti punti persi hanno compromesso, fin da subito, la lotta per la conquista dello Scudetto.
Ora ci sono le certezze che, però, bisognerĆ vedere se riprenderanno forma giĆ a partire da domenica oppure se la sconfitta con la Roma le avrĆ completamente lese, ma questo lo scopriremo solo vivendo, nelle prossime settimane“.
Fanno bene alla squadra le continue voci di un possibile addio dellāattuale tecnico?Ā
“Sono professionisti. Io personalmente mi aspetto che giochino al massimo e che Pioli stesso alleni al massimo, a prescindere da quello che ĆØ il rapporto con la societĆ , che non ĆØ non logoro, bensƬ esausto.
Ci possono essere stimoli nuovi con Pioli, in futuro, ma questo implicherebbeĀ cambiare quasi tutto il pianeta Milan, e come ĆØ ben noto non piovono denari come negli anni ’80.
Ci sono stati momenti che hanno sicuramente determinato, nella sua gestione, dei mesi di blackout come l’anno scorso, anche se il percorso in Champions League ha quasi nascosto le problematiche.
Ma potremmo riportare alla mente anche l’anno dello Scudetto, in cui c’erano state settimane cruciali letteralmente polverizzate dalla squadra che aveva smesso di macinare punti, questo non te lo puoi permettere.
Io nutro grande rispetto per Pioli, e non sarò mai il porta bandiera dell’elogio o della disfatta di questo tecnico, ma devo essere onesto: ci ha fatto divertire con il bel gioco, specialmente nel periodo della pandemia, poi si ĆØ un po’ perso.
A questo punto credo che sia doveroso augurarsi il meglio guardando poi oltre. La prerogativa del Milan sono i risultati,Ā per la sua storia, il suo blasone e i tifosi. Se le vittorie non arrivano qualcuno deve pagare“.
A proposito di Pioli, ieri nel post partita, ha preso le difese di Leao, sei dāaccordo con il suo pensiero?Ā
“Diciamo che Pioli ha fatto una giocata alla Maradona (ride, ndr), in termini comunicativi. Ha letteralmente dribblato la domanda dando la colpa ai tifosi della Roma.
Leao va difeso a prescindere ma non perchĆ© sia la mascotte della squadra, io, ad esempio, non sono amato da lui, per dinamiche inerenti al suo rinnovo, però col tempo ho capito che la sua indolenza apparente ĆØ unicamente un linguaggio del corpo, ma non c’entra con la maglia.
Leao ha sposato la causa Milan invece di andare in un’altra squadra più blasonata. Il portoghese a livello mediatico ĆØ sempre presente, a tutti gli effetti, per ogni singolo compagno di squadra e lo dimostrano i vari post pubblicati per Chukwueze e Camarda. E’ socialmente attento ad ogni singolo dettaglio, per me questi sono gesti che contano”.
La sua ĆØ una leadership diversa, silenziosa, legata sicuramente ai social, ma ĆØ un giocatore che ha il sorriso stampato sulla faccia e questo alla gente da fastidio, perchĆ© quando hai tutti i fattori dalla tua parte e ti godi la vita, chi ti guarda da fuori non lo può proprio sopportare“.