Eusebio Di Francesco, ex allenatore del Sassuolo, ha ripercorso gli ultimi anni della sua carriera in una lettera scritta per “Cronache di spogliatoio” con la collaborazione di Giacomo Brunetti.
RAPPORTO PARTICOLARE CON BERARDI. “Sono una persona schiva, che sta scomoda in copertina. Spesso, questo modo di essere viene scambiato per debolezza. Ho visto questo processo anche con Mimmo Berardi, che per me è come un figlioccio. Mio figlio Federico, dice che Berardi è il mio quarto bambino dopo lui, Mattia e Luca. Mi hanno dato tre nipoti e adesso sta per arrivare il quarto. Me li sono goduti stando in famiglia. Siamo zingari facendo questo lavoro, ho sempre preferito godermi gli affetti invece di andare in vacanza. Ho rifrequentato gli amici di una vita. Quelli con cui portavo avanti il Pescara 2000, una squadra amatoriale che a volte allenavo. Io, in realtà, andavo alle partite soltanto per le cene che nascevano dopo il fischio finale. Andavo lì per mangiare e godermi quel puro momento d’aggregazione. Come Berardi, in tanti mi hanno visto debole. Ciò che io posso dire di lui, è che è un grande lavoratore. Un professionista esemplare. Ho sentito parlare di lui come un problema per un allenatore: in realtà, è solo e soltanto una risorsa. Non ha vizi, pensa solo alla famiglia. È un ragazzo chiuso, ma se gli entri dentro ti dà l’anima. È un lavoratore. Come me. Ho questo carattere e mi verrebbe innaturale comportarmi diversamente. Sembro debole? Chissenefrega. Non mi interessa ostentare. Solo essere apprezzato nel contesto in cui lavoro”.
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GRANDE MISTER
Mimmo, ne avessimo di questi problemi… Eusebio sempre nel ❤️