Koné: “Grosso mi ha aiutato ad essere me stesso, contro il Milan la mia miglior partita. Futuro? Non lo so…”

Le dichiarazioni di Ismael Koné, centrocampista del Sassuolo, autore di una stagione di altissimo livello fino a questo momento

Ismaël koné

Il centrocampista del Sassuolo Ismael Koné ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere dello Sport, ai microfoni del collega Massimo Boccucci. Il canadese è una delle sorprese più liete della stagione neroverde, autore di 5 reti in 24 presenze fino a questo momento e protagonista di prestazioni di altissimo livello. Di seguito le parole dell’ex OM.

 La vittoria contro l’Atalanta

“Quando abbiamo perso Pinamonti dopo 16 minuti, per noi è stato un momento di presa di coscienza: sapevamo che sarebbe stato tutto molto difficile. Ognuno di noi ha dovuto andare oltre il proprio ruolo, perché con un uomo in meno dovevamo coprire più campo. È emerso il grande carattere della squadra, tutti eravamo concentrati sulla missione: volevamo i 3 punti e nessuno ha mai pensato che la partita fosse finita o impossibile da vincere. Il vantaggio ci ha dato una spinta incredibile”.

Consapevolezza della propria importanza nel Sassuolo

Credo di esserne consapevole. Ogni giocatore deve capire qual è il proprio ruolo e quanto può dare al gruppo”.

Che partita sarà contro la Lazio?

Una partita molto dura. Loro hanno le spalle al muro e faranno di tutto per ottenere punti. Sarà una battaglia fisica e intensa, non ci regaleranno nulla. Noi siamo una buona squadra e arriviamo da un buon momento. Proprio qui sta la sfida, non dobbiamo pensare che la partita si vinca solo perché siamo in fiducia: serviranno carattere, presenza in campo e cattiveria”.

Ambientamento più facile del previsto?

Molto più facile, con i compagni c’è stata subito una bella intesa. Ho capito velocemente il modo di giocare e credo che anche loro abbiano capito me. Facile assimilare le idee del mister, ciò mi ha permesso di esprimere le qualità”.

L’aspetto migliore di vivere in Italia

“Il cibo, sicuramente. In ogni ristorante il cibo è incredibile. Mi piace la vita e pure il clima. Ho giocato in Inghilterra due anni e lì spesso il cielo è grigio, qui invece anche d’inverno c’è il sole e questo dà energia”.

Differenze tra Marsiglia e Sassuolo

A Marsiglia sono cresciuto molto, sia come giocatore sia come uomo. Ho capito tante cose, dentro e fuori dal campo. Sono stato con calciatori di qualità ed esperienza, provenienti da grossi club e da campionati diversi. Ho cercato di essere come una spugna, assorbendo tutto quello che potevano insegnarmi. Quando sono arrivato al Sassuolo ho portato con me la crescita e mi sono dato degli obiettivi a breve termine”.

La prestazione migliore?

A San Siro col Milan, non solo per il gol ma per la presenza nei dettagli. Sono stato concentrato su tutto, in ogni aspetto. Quella partita resta un riferimento per me, questo è il livello che voglio mantenere con continuità”.

La posizione di classifica

“Quando alla fine del mercato abbiamo avuto tutta la squadra al completo e abbiamo iniziato ad allenarci, ho visto che avevamo qualità. Siamo molto attenti ai dettagli e questo può farci diventare una grande squadra, non solo una buona squadra. Credo che abbiamo il potenziale per competere con chiunque in questo campionato. Penso che potremmo anche essere più in alto, perché in alcune partite abbiamo perso punti che avremmo potuto prendere. Con un po’ più di maturità in certi momenti potevamo ottenere risultati migliori. Nel percorso quello che stiamo facendo è già molto positivo”.

La vittoria più importante

“Il 3-0 a Bergamo. Venivamo dalla sconfitta in casa con il Genoa e siamo riusciti a vincere una gara complicata, segnando 3 gol bellissimi e giocando da squadra di carattere”.

I punti di forza del Sassuolo

“C’è molta qualità individuale. Quando tutti siamo connessi e sulla stessa lunghezza d’onda è difficile batterci. Corriamo molto, lavoriamo tanto in allenamento e vogliamo migliorare continuamente. Siamo giovani e non abbiamo paura di nessuno. Vogliamo dimostrare a tutti che meritiamo di stare a questo livello”.

Koné su Fabio Grosso

“Mi ha aiutato molto a essere me stesso in campo. Non mi ha dato troppe regole rigide, solo alcune indicazioni e poi mi ha lasciato esprimere il mio gioco. È una persona molto calma, vuole migliorare ogni giorno e spinge la squadra nella direzione giusta. Quando hai un allenatore con questa mentalità, che vuole crescere e aiutare i giocatori, è tutto quello che puoi chiedere”.

Il futuro…

Non lo so. In passato ero molto concentrato su cosa verrà dopo e non apprezzavo abbastanza il presente, che ora invece voglio vivere per fare il meglio possibile crescendo come giocatore e come persona per aiutare la squadra. Spero di giocare il Mondiale con il Canada e fare una grande competizione. Da lì si vedrà. Il futuro lo dirà Dio”.

Al Mondiale si aspetta l’Italia?

Magari non proprio. È una squadra molto forte, con giocatori di grande qualità. Se dovessimo affrontarla sarebbe probabilmente la prima partita e si giocherebbe a Toronto, dove c’è una grande comunità italiana. Penso che si qualificheranno. È una grande squadra con un grande tecnico e tanti giocatori che militano nei migliori club. Difficile immaginare un altro Mondiale senza l’Italia. Nel calcio può succedere di tutto, ma personalmente penso che si qualificheranno e magari ci affronteremo subito”.

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