Cristian Volpato si è raccontato ai microfoni di Football360 Australia in una lunga intervista. Tra le altre cose, l’italo-australiano del Sassuolo ha fatto riferimento a mister Fabio Grosso, ma anche alla Nazionale italiana, che sta vivendo un momento particolarmente complicato.
Sul rapporto con mister Fabio Grosso
“Posso dire solo cose positive sul mister. Fin dal primo giorno mi ha detto: ‘Voglio aiutarti a diventare un vero calciatore, hai le qualità per riuscirci’. Da allora abbiamo vissuto momenti alti e bassi, come succede a tutti, ma cerco sempre di ascoltarlo e seguire i suoi consigli. Lui ha vissuto il grande palcoscenico e sa cosa serve per arrivarci”.
E sul rigore calciato contro la Francia in finale nel 2006…
“Per calciare quel pallone in una finale mondiale gli ho chiesto come avesse fatto, cosa avesse provato. Mi ha risposto con grande sincerità che in quel momento non sentiva nulla. Ha detto che quella camminata dal centrocampo al dischetto gli è sembrata infinita, la più lunga della sua vita. È stato qualcosa di incredibile e va dato grande merito, perché non tutti sarebbero stati capaci di farlo”.
La Nazionale italiana però fa fatica
“Qui il calcio è come una religione. Non qualificarsi a tre Mondiali consecutivi sarebbe un disastro per il movimento, per i tifosi e soprattutto per i bambini che stanno crescendo. Probabilmente molti di loro non hanno mai visto l’Italia giocare una Coppa del Mondo, ed è una cosa davvero triste”.
Volpato traccia i suoi obiettivi
“Ho grandi aspettative su me stesso. Voglio diventare uno dei migliori giocatori d’Europa, giocare la Champions League e le competizioni più importanti. Credo nelle mie qualità e ho ambizioni molto alte”.
La promozione ha ridato slancio al Sassuolo
“Dopo la promozione dello scorso anno abbiamo iniziato bene la stagione. Il merito va anche all’allenatore, Fabio Grosso, e ai nuovi arrivati, che hanno alzato il livello. Siamo come una famiglia, c’è grande unione nello spogliatoio ed è questo il segreto. Dopo una retrocessione molti giocatori vanno via e non sai cosa può succedere, ma qui il mister è stato fondamentale nel ricompattarci come gruppo. Il club ha creduto in me investendo sul mio acquisto e io cerco solo di ripagare questa fiducia lavorando ogni giorno, con la speranza di segnare qualche gol per ricambiare”.
Il grande rapporto con la madre
“Essere una mamma single non è semplice, ma lei ha lasciato il suo lavoro in Australia per portarmi all’estero e aiutarmi a realizzare il mio sogno. Per me è un vero idolo: è mia madre, la mia migliore amica, tutto in una sola persona. Le sarò sempre grato, dal profondo del cuore”.
Fine primo tempo. È un po che non vedevo giocare così male.neppure le partite in parrocchia
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