Woyo Coulibaly, difensore del Sassuolo, si è presentato ai canali ufficiali neroverdi raccontando la sua storia, dagli inizi in Francia fino all’arrivo in Emilia prima con il Parma e ora con il Sassuolo.
L’arrivo al Sassuolo
“Ho scelto il Sassuolo per Grosso e per Palmieri, che avevo avuto a Parma. Per me Sassuolo è come una famiglia, siamo tutti uniti e mi piace tanto stare qui. La persona con cui ho legato di più è Laurienté perché io sono nato a Gonesse e lui ci ha abitato, quindi lo conoscevo già”.
Le caratteristiche di Coulibaly
“Sono un calciatore che ha molta velocità, posso giocare sia a destra che a sinistra, e posso anche giocare in attacco”, svela il maliano.
Innamorato del calcio fin da bambino
“Quando ero bambino giocavo sempre con gli amici per strada, dopo la scuola. Ho giocato a Parigi, ho iniziato lì e poi sono entrato nel settore giovanile del Le Havre, e ho ci ho fatto dieci anni. Ho firmato il mio primo contratto e sono arrivato al Parma. Il mio esordio è stato strano perché tutta la giornata ero da solo, stavo con Buffon, Inglese, giocatori che hanno lasciato il segno nel calcio. I momenti più duri sono quando non gioco, quando non giocavo a Parma, a me piace giocare sempre”.
Ha scelto di giocare per il Mali
“I miei genitori sono maliani e sono contenti di vedermi giocare per la nazionale. Mali non si è qualificato per i Mondiali per un punto, a noi fa male, abbiamo una buona squadra e non fare la Coppa del Mondo è qualcosa che abbiamo sbagliato. La Coppa d’Africa è importante, sei con la tua nazionale e devi fare bene, ci sono tante nazionali forti e avere la possibilità di vincere sarebbe un sogno”.
Un invito a vivere la vita con gratitudine da parte di Coulibaly
“Da piccolo mi piaceva fare cose inutili, senza un vero scopo. Oggi, sui miei social, scrivo spesso “La vie c’est rien”. Per me significa che, se provi a fare qualcosa e non va come vorresti, non ha senso lamentarsi: bisogna continuare a lavorare. Nella vita puoi essere triste, perché non è possibile essere sempre felici. Ma devi trovare un equilibrio tra questi due stati d’animo. Senza equilibrio, vivere diventa difficile. Ripeto sempre “La vie c’est rien” perché, in fondo, per me la vita è davvero semplice: mi sveglio, vado ad allenarmi, gioco a calcio, torno a casa. E il giorno dopo è la stessa cosa. È proprio questa semplicità che conta. Bisogna imparare ad apprezzare le piccole cose, come questo momento, per esempio. Goderselo davvero. Là fuori c’è chi non ha le nostre stesse fortune: persone che non hanno una casa, che vivono per strada. Per questo noi non dovremmo lamentarci. Dobbiamo riconoscere la nostra fortuna e viverla con gratitudine”, questo l’insegnamento di Woyo Coulibaly.
E sull’importanza della religione
“Io credo in Dio, prego e leggo il Corano. Anche nei momenti negativi, Dio decide tutto, devi sempre pregare. Dio aiuta”.
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