L’ex difensore del Sassuolo Paolo Bianco, ora allenatore del Monza, è tornato a parlare del periodo neroverde, facendo riferimento a Eusebio Di Francesco. Fu proprio il tecnico ora al Lecce a chiedere a Bianco di continuare la sua carriera, che finì in neroverde a 38 anni.
Sul periodo passato allo Shakhtar
“Porto ancora dentro di me l’angoscia di quel momento in cui sono salito sul treno per andare a Leopoli: non volevo lasciare quella terra. E ci tornerò, magari non per allenare, ma sento il bisogno di farlo per completare un capitolo importante della mia vita. Quando ero al Modena, lo Shakhtar mi aveva cercato per affidarmi la panchina da primo allenatore: l’offerta era arrivata pochi giorni prima di una partita di Champions contro il Barcellona. Rifiutai, perché avevo preso un impegno con il Modena e volevo rispettarlo”.
Un messaggio per De Zerbi e Allegri
“Roberto mi ha fatto vivere l’esperienza più bella della mia vita in Ucraina, e gliene sarò sempre grato. Max, invece, mi ha insegnato come gestire le difficoltà: è davvero avanti anni luce rispetto a tutti”.
Il Paolo Bianco di allora giocherebbe oggi come difensore?
“Ma no! – ammette Bianco – Le richieste sono troppo elevate: devi costruire il gioco, neutralizzare quello degli avversari… Non vedevo l’ora di smettere, anche se alla fine ho giocato fino a 38 anni. È stato Di Francesco a convincermi a fare un’altra stagione”.