Fali Candé, uno dei nuovi acquisti estivi del Sassuolo, si è presentato ai canali ufficiali neroverdi come piano piano stanno facendo tutti i nuovi arrivi. Di seguito le sue dichiarazioni.
SASSUOLO. “Ho scelto il Sassuolo perché avevo sentito parlare molto bene sia del club che della città. È stata una decisione semplice: avevo altre opzioni, ma aspettavo quella giusta, e quando è arrivata l’occasione del Sassuolo non ho avuto dubbi. Ciò che mi ha colpito di più qui è il modo di lavorare delle persone. Lo staff, i miei compagni di squadra, tutti quelli che fanno parte del club: sono davvero gentili e disponibili. I primi due, tre mesi sono stati ottimi, mi sono sentito subito a mio agio”.
GROSSO. “Con mister Grosso avevamo parlato al telefono qualche giorno prima del mio arrivo. Ho capito subito che è una persona splendida, un grande essere umano, e a volte questo conta anche più delle qualità da allenatore. Mi ha chiesto semplicemente di continuare a fare ciò che facevo a Venezia: gli piaceva il mio profilo e mi ha detto che sarebbe stato felice di avermi qui. È stato tutto molto naturale”.
CARATTERISTICHE. “Mi definirei un difensore versatile, capace di adattarsi a diverse situazioni. Penso sia un vantaggio per la squadra avere un giocatore con queste caratteristiche”.
IDZES. “Jay è mio fratello. A Venezia ci siamo divertiti molto insieme, è stato uno dei primi con cui ho legato. Era anche il capitano, e abbiamo costruito un bellissimo rapporto. Quando è arrivata la chiamata del Sassuolo, ne abbiamo parlato tanto, per giorni, e l’idea di ritrovarci nella stessa squadra ci entusiasmava. Questo ha reso la decisione ancora più facile, perché trasferirsi con qualcuno che conosci già ti fa sentire più tranquillo. È davvero bello averlo di nuovo al mio fianco”.
RAPPORTO CON IL PADRE. “Vorrei parlare di mio padre, perché gli devo davvero tanto, incluso il fatto di essere arrivato dove sono oggi. Noi ragazzi africani spesso dobbiamo cavarcela da soli: non sempre abbiamo qualcuno che ci accompagni agli allenamenti o alle partite. Io invece ho avuto la fortuna di avere un padre che mi ha sempre sostenuto, portandomi ovunque e seguendomi passo dopo passo. Senza di lui, probabilmente non sarei qui”.
NAZIONALE. “La Nazionale per me significa tantissimo, forse più di quanto la gente possa immaginare. In Guinea-Bissau il calcio è tutto. Purtroppo negli ultimi anni non abbiamo ottenuto grandi risultati, ma sentiamo una grande responsabilità verso la nostra gente. Il calcio porta gioia al Paese, che affronta tante difficoltà. Quando giochiamo, tutti si uniscono e aspettano con speranza un buon risultato. È un onore rappresentarli”.