Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha raccontato i danni della retrocessione in Serie B e non solo. Tra i temi trattati c’è anche l’importanza di un personaggio come Giorgio Squinzi.
RETROCESSIONE IN SERIE B. “Nel momento in cui retrocedi ti porti comunque in casa un conto economico importante, da società di Serie A. I diritti tv, poi: noi come società dopo tanti anni prendevamo circa 37 milioni di euro di diritti televisivi in A e siamo scesi a uno. Abbiamo sempre cercato di fare cessioni di giocatori con magari una formula di prestito con diritto di riscatto nell’anno successivo e questo è accaduto anche con Frattesi per cui molto diciamo della vendita di Frattesi è entrato nell’anno della Serie B e questo ci ha dato sostenibilità. La sostenibilità è data dal prendere giocatori giovani, farli crescere e dopo venderli a grandi club. L’importante è azzeccare i ragazzi giovani interessanti, ragazzi bravi. Qui subentra l’area tecnica e lo scouting”.
GIORGIO SQUINZI. “Tante volte per me è come se ci fosse ancora. Per cui ci si confronta e cerco sempre di ascoltare quelli che sono i suoi consigli. Sognare non costa nulla, pensare di poter portare ancora il Sassuolo in Europa, come abbiamo già fatto, potrebbe essere già una grandissima soddisfazione”.
BERARDI ULTIMA BANDIERA. “Forse l’ultima, ma forse anche l’unica. Ben venga che nel calcio ci siano ancora dei ragazzi così legati alla propria società. Con lui non ci poniamo limiti su quello che può essere il nostro cammino insieme”.
FRATTESI. “Frattesi è la cessione che più mi è dispiaciuto fare, per il legame che c’è, per il giocatore straordinario che è, soprattutto per il fatto che oggi giochi poco nell’Inter”.
Fonte: Il Resto del Carlino