Iannoni: “Primo gol in A una grande emozione, in estate…”

Le dichiarazioni di Edoardo Iannoni sul primo gol in Serie A e sulle possibilità avute in estate

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Edoardo Iannoni, autore del gol del 3-1 contro l’Udinese, ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha raccontato la sua estate, ma anche le emozioni del primo gol in Serie A dopo anni di gavetta.

GOL CONTRO L’UDINESE. “Una gran bella emozione che è quella di quando fai gol al di là della categoria. Questo me lo porterò dietro per tutta la vita, è stato importante perché ci ha permesso di gestire bene il finale rendendo la domenica perfetta. Sicuramente non è un punto d’arrivo poiché mi auguro di farne altri. La grande soddisfazione mi ripaga dei sacrifici che ho fatto finora, per quello che metto in campo e fuori da quando ho cominciato questo sport”.

PARTIRE DAI DILETTANTI. “Il sogno ce l’ho sempre avuto e continuo ad averlo, è sempre grande. Quel percorso mi ha formato in maniera diversa, se avessi fatto un’altra strada forse sarei diventato un altro giocatore e un altro ragazzo. È stata una gavetta formativa, sono contento di come sono”.

COMPLIMENTI. “Ne ho ricevuti tanti, anche da amici che non sentivo da tempo. Il più simpatico da un amico: mi ha detto che ho fatto un gol alla Pruzzo. Poi, me ne hanno mandato uno di Falcao in Roma-Cagliari del 1982-1983 all’Olimpico nell’anno dello scudetto”.

OBIETTIVO. “Sappiamo qual è l’obiettivo, ce lo siamo detti dal raduno cominciando il ritiro: raggiungere prima possibile la salvezza, poi si vedrà e sarà tutto di guadagnato. Faremo del nostro meglio per ottenere anche altro”.

PREGIO DEL SASSUOLO. “La cultura del lavoro e la disponibilità di tutti. È stata costruita con un giusto mix di ragazzi molto giovani ed esperti. Abbiamo tutti la volontà di imparare e impegnarci. Per esempio, guardo Matic che ha una gran voglia di lavorare e vincere. Ci stiamo integrando molto bene, visto che ci sono parecchi stranieri, e sono contento anche di questo”.

MERCATO ESTIVO. “Io non ho sentito nessuno, né dal Sassuolo ho mai saputo nulla. Nel calcio c’è sempre la possibilità di andare via durante il mercato, dove può succedere di tutto. Mi sono sentito sempre nella squadra. Leggevo e sentivo delle richieste, ma il Sassuolo mi ha dato la possibilità e la volevo pure io”.

MAESTRI. “Il mio maestro per eccellenza è stato Fabrizio Castori, il primo allenatore nei professionisti che ha creduto in me. Mi ha dato fiducia e da lui ho imparato tantissimo, ancora mi porto dietro i suoi insegnamenti. Ho conosciuto altre persone che mi hanno sostenuto, come il direttore sportivo Stefano Mattiuzzo che dal Trastevere mi ha ceduto alla Salernitana facendomi tornare nei professionisti dopo che ero uscito dalla Roma. E a Perugia il presidente Massimiliano Santopadre è stato come un padre, adoperandosi per darmi l’opportunità di approdare al Sassuolo”.

FUTURO. “Non ne ho idea e non ci penso più di tanto. Vivo alla giornata, guardo alla prossima partita e a come togliermi le soddisfazioni. Ci aspetta Verona, un’altra prova da affrontare al meglio dando tutto. Poi c’è la sosta e ci riposeremo”.

Fonte: Corriere dello Sport

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