Il Sassuolo ha pubblicato l’intervista integrale a Giovanni Carnevali, amministratore delegato neroverde, protagonista della rubrica “Storie di Rinascita”. Di seguito le dichiarazioni dell’AD, con tanti nuovi temi non trattati nel corso di “Sassuolo, La Rinascita” su DAZN.
CARNEVALI SU GROSSO. “La scelta di mister Grosso subito dopo la retrocessione è stato, a mio avviso, il primo vero punto di ripartenza per affrontare al meglio questa nuova stagione. Con lui c’è un rapporto che nasce da una conoscenza pluriennale. La telefonata con Fabio è stata in continuità con ciò che avevamo già condiviso a gennaio: allora probabilmente non era ancora il momento giusto, ma con la nuova stagione sì. Grosso ha sempre visto nel Sassuolo una società importante, dove poter costruire un percorso personale e collettivo. Le nostre idee sono chiare, sia a livello di gioco che di modello gestionale, e quando c’è un’unione d’intenti tra società e allenatore, questo diventa il miglior modo per affrontare un cammino che, seppur difficile, può rivelarsi vincente”.
MARCO E VERONICA SQUINZI. “Abbiamo alle spalle una proprietà fortissima: questa è la vera forza della nostra società. Non è stato facile affrontare il momento della retrocessione, soprattutto per una proprietà come la nostra, rappresentata da Marco e Veronica, per cui perdere rappresenta una sconfitta profonda. Ma proprio da quel momento è emersa con chiarezza la volontà di ripartire. Anche qui, tutti abbiamo condiviso lo stesso pensiero: rimboccarsi le maniche, investire e puntare dritti al ritorno in Serie A. Ricordo perfettamente quando Marco mi chiese di arrivare primi. Io gli risposi che l’importante era tornare in Serie A, indipendentemente dalla posizione: primi, secondi, tramite playoff. Ma in fondo al cuore anch’io desideravo arrivare primo, pur consapevole delle difficoltà della Serie B. Un campionato tosto, come dimostrano le difficoltà incontrate anche dalle altre retrocesse. Marco e Veronica sono stati fondamentali nel trasmetterci energia, carica e consapevolezza per affrontare una sfida ardua, ma da vincere”.
CARNEVALI SU PALMIERI. “Lavoriamo insieme da anni, e anche la scelta del direttore sportivo Francesco Palmieri va letta in questo solco. Palmieri ha costruito con noi un settore giovanile di altissimo livello, ottenendo risultati straordinari. Sapevamo di avere una rosa da Serie A, con giocatori poco adatti alla Serie B, anche per via degli ingaggi elevati. Tuttavia, sapevamo anche di dover trattenere elementi chiave. Non è facile convincere giocatori, specialmente stranieri o con offerte in mano, a restare in Serie B. Ma questo sforzo ci ha permesso di costruire una squadra forte”.
INIZIO DIFFICILE. “Ricordo bene il ritiro: una rosa ampia, importante, con la necessità di fare cessioni e con diversi giocatori che volevano partire. Ma voler andare via non è semplice: serve che ci sia una squadra disposta ad accoglierti. Il nostro obiettivo era costruire un gruppo affiatato, con ragazzi disponibili, pronti a sacrificarsi per affrontare un campionato duro. E da quel gruppo è nata una rosa giovane, entusiasta, motivata”.
LAURIENTÉ. “Abbiamo ricevuto diverse offerte per Laurienté. Ma per noi era un giocatore su cui puntare. Era uno dei punti fermi del progetto Sassuolo. Abbiamo rifiutato più proposte, alcune anche molto allettanti, ma siamo rimasti convinti e decisi. Questa è stata la dimostrazione della forza della società: voler trattenere giocatori importanti per risalire velocemente. E alla fine Laurienté ha ripagato la fiducia diventando capocannoniere della Serie B. È stato un risultato importante, anche per lui”.
CARNEVALI SU BERARDI. “Berardi è il nostro campione. Non solo per quello che fa in campo, ma anche per la sua presenza nella società. Abbiamo condiviso il suo percorso di riabilitazione, un percorso graduale per farlo tornare il Berardi di sempre. La sua voglia di dare qualcosa al Sassuolo è stata evidente. Nessuno – né lui, né noi – voleva vedere il Sassuolo in Serie B. Ricordo la partita contro il Cittadella: quando è entrato in campo ho provato un’emozione fortissima, ho avuto i brividi. C’è un legame speciale con lui. E rivederlo giocare come solo lui sa fare ha riacceso i cuori di tutti. Berardi ha preso per mano la squadra, è stato un punto di riferimento per i giovani. E i giovani hanno bisogno di guide così”.
THORSTVEDT. “Anche Thorstvedt era uno dei giocatori in cui credevamo per il ritorno in Serie A, e infatti lo è stato per una parte del campionato. La sua assenza si è fatta sentire, perché ha caratteristiche uniche nel nostro centrocampo. È per questo che siamo intervenuti sul mercato e abbiamo deciso di dargli la possibilità di fare un’operazione, così da essere pronto per la nuova stagione. Abbiamo lavorato non solo sul presente, ma anche sul futuro, perché Thorstvedt è un elemento fondamentale per noi”.
DOTTOR GIORGIO SQUINZI. “Se oggi fosse qui con me il dottor Squinzi, non ci sarebbero parole. Solo un grande abbraccio. Diceva sempre: “Mai smettere di pedalare”. Il dottore e la dottoressa Spazzoli sono stati persone straordinarie, parte della mia famiglia. Ho sofferto tanto quando sono venuti a mancare, ma mi sento ancora oggi legato a loro. Ricordo i bei momenti vissuti insieme, le telefonate, i confronti. Quando c’era da prendere una decisione, lui mi diceva sempre: “Decida lei”. Questo mi ha spinto a migliorarmi continuamente. E ancora oggi, quando c’è da fare una cessione o prendere una decisione importante, mi chiedo: “Cosa mi avrebbe detto lui?”. È come se, ogni tanto, mi arrivasse un suggerimento dall’alto. E questi suggerimenti li custodisco con grande cura”.
IMMAGINI DELLA STAGIONE SECONDO CARNEVALI. “Le immagini simbolo di questa stagione sono tante. Il ritiro, con le sue difficoltà; le prime partite, le prime sconfitte. Poi la striscia di vittorie, le feste, la cena tutti insieme, la vittoria finale, l’alzata della coppa, la celebrazione sul palco. Quei momenti in cui guardi la squadra e pensi: “Ragazzi, abbiamo davvero fatto qualcosa di speciale”.
Fonte: SassuoloChannel