Sassuolo, i 5 punti chiave dietro il ritorno in Serie A

Forza, cantate con noi che siam tornati in Serie A!

sassuolo amichevoli 2025
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Una cavalcata straordinaria, non senza appannamenti e scivoloni preoccupanti, condita di gioco, identità, senso di appartenenza, coesione, gruppo e finalmente degli investimenti mirati. C’è questo e molto altro dietro la promozione, e il conseguente ritorno, in Serie A del Sassuolo targato Fabio Grosso.

IL TRASCINATORE DEI TIFOSI: DANIEL BOLOCA

Numero 11 sulle spalle, pantaloncini, calzettoni, magliette e quasi quasi anche l’intimo e la propria pelle donata a tutto il popolo neroverde, non ampio ma sempre bello caldo e presente. C’è soprattutto la mano, o meglio i piedi, del mediano ex Frosinone che ha sposato la causa Sassuolo e ha deciso di guidare, con il pallone, squadra e tifosi a suon di gol (spettacolari), assist illuminanti e dei movimenti anestetici ad eludere gli avversari. Uno con il suo talento avrebbe potuto abbandonare la scialuppa e lasciarla sprofondare e invece no. Punto di riferimento per i compagni, ‘figlioccio prediletto’ di Grosso e ora sì anche idolo dei tifosi. Semplicemente un mago.

L’APPLICAZIONE E IL SACRIFICIO

Se da un lato per un attaccante è sempre più facile attaccare che difendere, dall’altra parte se ti chiami Armand Laurienté e vuoi riprenderti ciò che ti hanno soffiato devi ascoltare il mister, essere decisivo sotto porta ma saper dare una mano ai tuoi compagni. Strappi, qualità, golassi e giocate fanno stropicciare gli occhi, ma il vero inno alla gioia del francese sono gli scatti e le innumerevoli corse all’indietro con conseguenti ripiegamenti difensivi vincenti. Armand, ora sì che sei un giocatore completo (non banali i 15 gol segnati in stagione, ndr).

UN CONDOTTIERO VINCENTE MA UMILE

Arriva nell’afoso giugno 2024 con tanto entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco dopo la parentesi negativa e paurosa di Lione. Fabio Grosso stampa sorrisi a tutti, familiarizza con l’ambiente stringe amicizie e rispetti con i giornalisti e comincia a farsi voler bene dimostrandosi semplice ma deciso. Tra un dribbling e l’altro alle domande dei giornalisti nelle consuete domande pre partita, il condottiero neroverde costruisce una macchina perfetta che sa attaccare (73 gol in 33 gare) ma che sa anche soffrire (i 34 gol sono figli di imbarcate evitabili, vedi Cremonese e vedi Palermo).

Insomma dopo tanto lavoro, rispetto della categoria e degli avversari, qualche decisione imprecisa e qualche agonia di troppo, Fabio Grosso si gode la sua rivincita con a fianco un popolo ricongiunto che ora può cantare e gioire senza pensare ai soliti luoghi comuni sul tifo, sulla società e soprattutto sullo stadio. Il Mapei Stadium è l’arena, la casa, la fortezza del Sassuolo.

NON IL SINGOLO MA TUTTO IL GRUPPO

La specialità della casa di questa stagione arriva proprio tra le mura del Mapei Football Center. Complice l’abbondanza di elementi presenti in rosa tutti corrono, tutti lottano, tutti danno il massimo, accettando esclusioni, titolarità, periodi di lunghe panchine e periodi di continuità prestativa. Perché? Perché per costruire qualcosa di grande servono le fondamenta, non bastano il guizzo e l’estro del campione, serve avere unità di intenti, pensiero comune e sacrificio per il prossimo. Sono questi i valori di un gruppo coeso, vasto e variegato, ma sempre sorridente, unito e deciso a correre verso un obiettivo che ai più pareva scontato, ma fidatevi arriva dopo una strada tortuosa fatta di dubbi, incertezze e pressioni non indifferenti. E’ la vittoria di tutti.

IL RUOLO PIU’ DIFFICILE: LA DIRIGENZA

Se è vero che il Sassuolo disponeva di una rosa ampia, profonda ed estremamente qualitativa il merito ce l’ha esclusivamente chi ha operato con senso, intelligenza ma soprattutto anticipo. Rinnovati tutti i contratti degli elementi fondamentali, sfoltita (il più possibile) una rosa che disponeva di 40, e oltre, giocatori, sfruttate le occasioni di mercato proposte dai club impegnati nella massima serie. Tutti questi fattori sono sintomo di una dirigenza lungimirante che ha compreso le inesattezze della passata stagione e ha deciso di risollevarsi da sola.

Al diavolo le polemiche, le critiche di alcuni tifosi verso lo stadio e i momenti difficili  che hanno caratterizzato questa stagione. L’amministratore delegato e il direttore sportivo, rispettivamente Carnevali e Palmieri, con lo sguardo sempre fisso del Presidente Carlo Rossi, hanno riconquistato i cuori neroverdi a suon di acquisti mirati, lavori eccellenti di gestione e coesione del gruppo e l’affidamento di un club importantissimo ad un tecnico che cercava gloria e giustizia. Se prima dicevamo che la vittoria è di tutti, ora e inevitabile fare un plauso a scena aperta a tutto l’organigramma sassolese.

 

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11 mesi fa

💚💚💚

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11 mesi fa

sinceramente pensavo fosse più dura..complimenti

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11 mesi fa

Sono anni che vi segue dalla serie c ad arrivare in serie a a tornare in b e tornare a risalire in serie a una soddisfazione dopo la Coppa uefa sarebbe arrivare in Champions giocare con squadre titolate come Barcellona – Real Madrid – Bayern – Manchester united questo è l’ultimo sogno che ho per me. So che chiedere molto a una società che sta ripartendo ma spero che un giorno ci riusciremo forza Sassuolo sempre

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11 mesi fa

Grandi

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11 mesi fa

Bravi ragazzi

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11 mesi fa

Ok ti do ragione

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11 mesi fa

Un Grandissimo Sassuolo che ha strameritato di tornare in serie A🖤💚

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11 mesi fa

@follower Siete d’accordo con noi?🤔

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