Giacomo Satalino, portiere del Sassuolo, è stato tra i protagonisti di un incontro presso la Scuola Leonardo Da Vinci nell’ambito del Progetto Scuole di Generazione S. L’estremo difensore neroverde ha parlato dell’inizio della sua carriera e dei momenti difficili che l’hanno caratterizzata. Di seguito le sue parole riportate sul sito ufficiale del Sassuolo.
INIZI. “Ho iniziato a giocare a 9 anni, sono sempre stato attirato dalle partite di calcio, per me è una passione. Fare il calciatore è un privilegio, ma per molti aspetti è un lavoro come gli altri. Arrivare ad alti livelli non è facile, ci vuole dedizione. Alla vostra età, però, non bisogna porsi questo obiettivo: bisogna cercare di divertirsi e impegnarsi al massimo, quello che arriva è una conseguenza”.
INFORTUNI. “Gli infortuni ti segnano perché ti costringono fuori dal campo: mi sono operato al gomito nel 2019 e poi mi sono lussato un dito, ma da queste situazioni dure si impara sempre qualcosa. Anche quando perdi, non è mai facile: è importante trovare un insegnamento in ogni cosa, capire cosa non è andato per migliorarlo“.