Generazione S, Carnevali e Palmieri: “I giovani sono il futuro, insegniamo il rispetto per tutti”

Argomenti di straordinaria importanza quelli affrontati al Convegno di Generazione S

generazione s

A poche ore dal match contro il Pisa di Filippo Inzaghi, il Sassuolo Calcio ha ospitato 250 persone, tra tifosi e giornalisti, al Mapei Stadium per trattare argomenti di notevole importanza come ‘il senso di squadra‘, ‘il genitore-spettatore‘ e la ‘figura dell’arbitro‘. Al Convegno della Generazione SSettore Giovanile: Educhiamoli nella Crescita“.

LE PAROLE DEL DIRETTORE SPORTIVO FRANCESCO PALMIERI

UN LAVORO STRAORDINARIO – “Abbiamo dimostrato di avere le idee chiare sul progetto con il Settore Giovanile, stiamo creando un sistema per preparare i ragazzi ad essere grandi persona prima di essere grandi professionisti e calciatori. Fare il calciatore non ĆØ semplice, anzi c’ĆØ bisogno sempre di impegno e dedizione. La Primavera ha coronato il nostro lavoro con lo Scudetto, ma noi ci concentriamo sul valorizzare tutti i nostri ragazzi e di insegnar loro i principi sani per essere brave persone”.

GLI SQUINZI E I GIOVANI – “La famiglia Squinzi ĆØ una proprietĆ  forte che ci accompagna e ci sostiene sempre in tutti i nostri progetti. I giovani sono la nostra risorsa e il calcio deve attingere da loro. Il nostro motto ĆØ che si vince e si perde tutti insieme, non conta il singolo ma ogni successo si divide in egual maniere tra tutte le componenti. I giovani soffrono troppo la pressione, a nove anni non possono avere gli agenti, perchĆ© devono divertirsi e non bisogna speculare su di loro”.Ā 

IL METODO E I PRINCIPI – “Ai ragazzi cerco di insegnare l’amore e il rispetto e di non fare gli errori che ho fatto io quando ero calciatore. Il lavoro con i ragazzi ĆØ difficile sempre, vivono etĆ  delicate e non ĆØ mai semplice seguirli. Ci dobbiamo adattare alla tecnologia, ma non dobbiamo trasmettere il culo della superficialitĆ  e della nulla-facenza ai nostri figli perchĆ© altrimenti si perdono i valori e la felicitĆ  per le cose essenziali. La vita ĆØ bella da vivere, fare il calciatore ĆØ un privilegio non un obbligo. Bisogna dare il massimo impegno in tutte le cose che si fanno durante le giornate e la quotidianitĆ “.

INTERVIENE ANCHE L’AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI CARNEVALI

SUL PROGETTO – “Il progetto Generazione S nasce anni fa dal volere del dr. e della dr.ssa Squinzi per valorizzare i nostri giovani. L’obiettivo ĆØ quello di estendere il nostro lavoro a tutti, infatti questo progetto ha raggiunto squadre internazionali. Alla base c’ĆØ il piacere di aiutarsi, condividere e vivere esperienze sportive indimenticabili. Abbiamo lavorato duramente fin dal primo giorno per costruire un Sassuolo forte sia umanamente che sportivamente sia a livello maschile ma altrettanto in quello femminile“.

IL RISPETTO VERSO GLI ARBITRI – “Noi abbiamo sempre avuto un buon rapporto con la classe arbitrale, e riconosco che fare l’arbitro sia veramente difficile. I giovani devono rispettare tutti gli organi sportivi a prescindere dalle scelte e dalle situazioni. Noi dirigenti e adulti dobbiamo dare l’esempio ai più piccoli rispettando l’arbitro sempre supportandolo e non abbandonandolo alle cattiverie dell’esterno. Tutti noi sbagliamo, nessuno ĆØ perfetto l’importante ĆØ mantenere un atteggiamento corretto ed esemplare“.

L’IMPORTANZA DELL’ISTRUZIONE – “I problemi li abbiamo tutti, fare il genitore, come l’arbitro, l’allenatore, il calciatore ĆØ difficile, non bisogna mai arrendersi e deve prevalere il buon senso. I direttori di gara, nelle serie minori, non possono subire violenze fisiche, ĆØ inammissibile. Dobbiamo partire dalla base ed educare tutti“.

PARLA ANCHE DANIELE ORSATO, EX ARBITRO DI SERIE A

SUL RISPETTO – “Parte dalle societĆ  il rispetto, i genitori devono dare l’esempio e crescere in maniera adeguata di crescere i propri figli. I nostri ragazzi rispecchiano le nostre azioni, quindi bisogna essere bravi ad immedesimarsi in loro e assumerci le nostre possibilitĆ “.

LA CRITICA – “Arriverete un giorno a ringraziare l’arbitro perchĆ© ci permettono di giocare le partite, lo dico sempre alle societĆ  che bisogna insegnare ai ragazzi i valori del rispetto e dell’educazione. I genitori non devono nĆ© offendere nĆ© insultare i ragazzi e gli addetti ai lavori, mai“.

LA DESOLAZIONE – “Noi siamo abituati alle critiche, le viviamo bene anche se sbagliamo, ma le nostre famiglie non sono abituati ad ascoltare certe cose e non ĆØ normale che i miei figli andassero a scuola con la scorta per degli errori arbitrali. Purtroppo bisogna distinguere l’arbitro dall’uomo non ĆØ normale che ne risentano le nostre famiglie per delle azioni compiute dalla rabbia per uno sport, ĆØ profondamente sbagliato“.

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