Luci e ombre per il Sassuolo di Fabio Grosso nella gara contro il Mantova. Se da un lato torna a segnare l’emblema dei neroverdi, Domenico Berardi, dall’altro centrocampo e difesa faticano a brillare.
Una gara dalle mille sfaccettature quella del Mapei Stadium, che vede gli ospiti giocarsela a viso aperto rischiando più volte di sbloccarla; serve il colpo del campione per portare a casa i 3 punti e ci pensa il numero 10.
In un processo lungo da affrontare vittorie come queste fanno solo bene al morale (era doveroso ripartire dopo il pareggio terribile contro la Juve Stabia, ndr), eppure rimane di ardua comprensione l’approccio al match senza mordente, quasi giochicchiando e correndo rischi che, con una squadra dal tasso tecnico elevato, si potevano pagare a prezzo carissimo.
Troppo timorose le scelte nel finale del tecnico neroverde che lancia molteplici dettami difensivi alla squadra infoltendo il reparto arretrato e diminuendo la spinta offensiva (nel finale il Sassuolo se la gioca con il 5-3-2, ndr).
Riavvolgendo il nastro, vedere il Sassuolo tra le prime della classe può solo far bene alla passione e al cuore della gente che viene allo stadio a tifare, ma contro avversari di questo genere bisogna far valere la propria netta superiorità .