Un ex giocatore del Sassuolo è stato vittima di revenge porn alcuni anni fa e il suo caso è finito nelle mani dell’avvocato Cosimo Zaccaria. La donna, che aveva diffuso le immagini a diverse persone (tra cui la famiglia di lui e alcuni compagni di squadra), è finita a processo e ha patteggiato. L’avvocato Zaccaria è tornato a parlare del caso e ha aggiornato tutti sulla situazione.
IL CASO. “Quattro anni fa. Fu il primo caso in provincia di Modena. Rappresentavo un calciatore di Serie A che aveva trascorso momenti “amabili” con una ragazza. Poi non si erano più frequentati. Lei per vendicarsi ha diffuso tra tutti i giocatori della squadra e i familiari del calciatore immagini di loro due mentre erano in intimità. Siamo riusciti ad intervenire prima che si arrivasse all’estorsione. La donna agganciava persone danarose e arrivava poi all’estorsione sessuale. Alla fine aveva patteggiato”.
LE DIFFERENZE TRA IL REVENGE PORN E L’ESTORSIONE SESSUALE
“Il revenge porn è stato introdotto per tutelare ulteriormente la libertà della persona soprattutto in momenti delicati e meno protetti come quelli dell’esplicazione della vita sessuale. Spesso questo tipo di reato ricorre come forma di vendetta, di sanzione di carattere personale nei confronti di un altro soggetto. Riassumendo, il revenge porn ha come scopo quello di punire tutte quelle divulgazioni non autorizzate di immagini sessualmente esplicite. Diversa è l’estorsione di carattere sessuale, tenendo presente che l’estorsione si colloca nell’ambito dei delitti contro il patrimonio. Non c’è in questo caso il solo uso di immagini sessualmente esplicite, ma un uso finalizzato a costringere la persona che è ripresa a corrispondere somme di denaro. Quindi non c’è solo un uso illecito e non consentito delle immagini ma addirittura una distorsione di questo utilizzo per ottenere un ingiusto profitto. C’è un qualcosa di più. Il codice ha inteso tutelare la sfera della vita privata e sessuale, a maggior ragione con il revenge porn che spesso viene subito dopo lo stalking: in molti casi come una sorta di vendetta vengono diffuse queste immagini per punire chi ti ha lasciato o deluso”.
Fonte: Gazzetta di Modena