Nei giorni scorsiĀ ForzaSassuolo.itĀ ha avuto lāoccasione di intervistareĀ Alessandro Cavallini, ex terzino delĀ Sassuolo Primavera. Nella seconda parte della nostra intervista, il classe 2003 ci ha raccontato il suo addio ai neroverdi e la sua vita di oggi. Cavallini non ha infatti mollato il calcio, visto che continua a giocare negli Stati Uniti, dove studia presso la Georgian Court University. L’ex laterale del Sassuolo ha voluto dedicare parole speciale anche per Simone Barone, suo allenatore ai tempi delle giovanili neroverdi, e ha voluto raccontare l’arrivo del suo primo contratto di sponsorizzazione con Nike.
LE DICHIARAZIONI DI CAVALLINI
ADDIO AL SASSUOLO E ARRIVO A RICCIONE. “A Riccione ĆØ stato probabilmente il periodo più brutto della mia vita, perchĆ© a parte gli allenamenti, rimanevo chiuso in hotel tutto il giorno. Cāera un nuovo presidente e una societĆ ambiziosa che puntava a salire in Serie C, ma con il passare delle settimane ĆØ stato sempre più difficile. Quando ho smesso di giocare al Riccione, non avevo niente in mano. Il mio procuratore mi ha portato offerte dalla Serie D per giocare da titolare, alcune in Serie C e una addirittura in B (per fare panchina, ndr), ma in quel momento volevo solo allontanarmi dal calcio. Dopo cosƬ tanto tempo mi ero stancato e dopo tre giorni passati in montagna a riflettere, ho deciso di intraprendere unāavventura negli Stati Unitiā.
SPONSOR. “Lo sponsor ĆØ arrivato perchĆ© un giorno, con il Sassuolo, ho affrontato la Juventus e marcavo uno dei migliori dāItalia in quella categoria. Ho rifiutato offerte da altri brand perchĆ© io volevo solo la Nike, mi trovavo bene con le Mercurial e non volevo cambiare. Quando ho ricevuto il mio primo contratto, ho potuto ripagare in qualche modo tutti i sacrifici che amici e genitori avevano fatto per me, visto che potevo prendere qualsiasi cosa di Nike”.
STATI UNITI. “Adesso studio negli Stati Uniti, mi ĆØ stata offerta questa borsa di studio e ho accettato. Ringrazio la mia famiglia e la mia ragazza per avermi convinto, perchĆ© subito non ero cosƬ sicuro. Ho imparato bene lāinglese e continuo a giocare a calcio al college. Quando torno in Italia, non riesco a stare lontano dal calcio, ogni settimana devi organizzarmi dei calcetti perchĆ© non vivo senza. Però sto provando a costruirmi un futuro diverso e spero di farcela”.
SASSUOLO OGGI E RINGRAZIAMENTO A BARONE. “Il Sassuolo non merita la Serie B, ĆØ evidente. Ha un Settore Giovanile da paura e una societĆ allāavanguardia. Non so cosa sia successo di preciso questāanno, perchĆ© ormai sono uscito un poā da quel mondo, ma senza dubbio mi dispiace. Sono cresciuto al Sassuolo e resterò sempre legato alla societĆ , perchĆ© mi ha dato tanto. Ora ripartono da una buona base, con Palmieri come direttore sportivo, che ĆØ uno che ha le āpalleā e con Grosso. Le aspettative sono alte, ma il Sassuolo ĆØ senza dubbio un club da Serie A. Volevo ringraziare in particolare Simone Barone, che ĆØ stato l’allenatore che più mi ha aiutato ai tempi di Sassuolo. Mi ha dato fiducia e quando un allenatore ti fa giocare, va tutto sempre meglio e per questo volevo menzionarlo”.
RAPPORTO CON LA SCUOLA. “Conciliare scuola e calcio non ĆØ mai facile, soprattutto a questi livelli. Ai tempi delle medie facevo tre o quattro allenamenti a settimana ed era estenuante, poi quando ho cominciato con la Primavera, il tutto ĆØ aumentato ancora di più. Mi allenavo cinque volte a settimana e il weekend si partiva il sabato e si tornava la domenica sera. La fortuna deve stare nel trovare dei prof disponibili, che comprendono la situazione e ti aiutano, cosa che io nella mia scuola superiore non ho sempre trovato. Io ho sempre puntato su costanza e soprattutto ossessione, che sono la chiave per arrivare dove sono arrivato io”.