Nei giorni scorsi ForzaSassuolo.it ha avuto l’occasione di intervistare Alessandro Cavallini, ex terzino del Sassuolo Primavera. Il classe 2003 ci ha raccontato gli inizi in neroverde, il rapporto con i compagni e con l’allenatore Bigica e non solo. Cavallini ha partecipato a diversi allenamenti con la prima squadra e ci ha descritto le figure di Roberto De Zerbi e Alessio Dionisi. Non solo Sassuolo però, visto che l’ex Primavera neroverde ha ricevuto diverse convocazioni nella giovanili della Nazionale, un’esperienza incredibile che ci ha voluto spiegare nel dettaglio.
LE PAROLE DI CAVALLINI SUL SASSUOLO PRIMAVERA E NON SOLO
COM’È ARRIVATA LA CHIAMATA DEL SASSUOLO. “Io ho cominciato a giocare a rugby quando avevo 6 anni, perché il calcio non mi piaceva. Avevo bisogno di correre e il rugby mi dava questa possibilità. Poi ho cominciato al Limidi e da lì è arrivato un osservatore del Sassuolo che mi aveva notato per le mie doti fisiche. Dopo il provino positivo, mi hanno inserito in squadra e mi ricordo di un’esperienza complicatissima a Fanano. Sono andato in un camp estivo dove tutti si conoscevano e io ero l’ultimo arrivato. Volevo solo tornare a casa, ma mio padre mi ha convinto a rimanere, ed è stata la scelta giusta”.
ESORDIO A SASSUOLO ED ESPERIENZA IN PRIMAVERA. “Le emozioni sono senza dubbio state tante, perché dopo tanti allenamenti in Primavera, finalmente ho avuto la mia occasione. Purtroppo le cose con Bigica non sono sempre andate bene, abbiamo avuto diversi battibecchi. Il Sassuolo aveva da poco preso Paz, un bravissimo ragazzo con tante qualità e Bigica non mi vedeva. È stato un peccato perché sono stato un po’ bruciato dal Sassuolo, però ricordo quell’esperienza con grande orgoglio. Io volevo andare via dal Sassuolo, ma non mi hanno mai lasciato perché conoscevano il mio potenziale, ma alla fine ho dovuto prendere un’altra strada”.
ALLENAMENTI CON LA PRIMA SQUADRA. “Ho fatto tantissimi allenamenti con la prima squadra. De Zerbi è un matto, però mi vedeva. Gli piaceva la mia falcata e le mie capacità. Quando è andato via, è arrivato Dionisi e anche con lui mi sono trovato bene. Mi vedeva un po’ meno, ma era un’ottima persona“.
CHIAMATA IN NAZIONALE. “La chiamata in Nazionale è stata una cosa unica. Mi hanno sempre detto che gli Under 15/16 sono un primo step e la vera Nazionale inizia almeno dall’Under 19. Dopo le prime chiamate non aveva più lo stesso significato di prima, avevo quasi perso lo stimolo. Ho ancora tutte le magliette e i pantaloncini in camera ed è emozionante indossarli, come ho fatto insieme alla mia famiglia per la vittoria dell’Europeo del 2021. In Nazionale c’erano ragazzi da tutta Italia, da Juventus, Milan e Inter ed è stato bellissimo confrontarmi con loro”.
RAPPORTO CON PIERAGNOLO, KUMI E LEONE. “Sono tanti i ragazzi che mi hanno fatto una buona impressione nei miei anni al Sassuolo. Kumi e Leone hanno cominciato a giocare con me in quel periodo e, nonostante fossero un po’ delle teste calde, si è sempre visto il loro talento. Sono molto contento per la vittoria della Primavera, ma ancora di più per Pieragnolo. È un ragazzo che mi ha da subito accolto nel migliore dei modi e lo sento ancora oggi. Io sono convinto che se una persona fa del bene, alla fine torna tutto, e nel suo caso si vede che è stato così”.