Un Sassuolo commovente, concentrato e serio, ma questa volta nel vero senso della parola, che ha onorato per tutti i 90 minuti la maglia neroverde salutando al meglio la Serie A.
Nove tiri biancocelesti contro 6 neroverdi (di cui 3 in porta, ndr), poco possesso palla ma tanti calci d’angolo. Una squadra che va sotto, per l’ennesima volta, con un errore tecnico di Cragno ma capace di reagire subito e di riversarsi in avanti, concedendo a Mattia Viti la prima gioia del campionato.
E allora diventa lecita la domanda: perché non giocare così tutte le gare? Non c’è alibi che tenga, nemmeno l’assenza di Berardi che, per quanto pesante, non avrebbe potuto determinare la salvezza di una squadra intera.
Rimane l’amarezza, ma il momento dei rimpianti dovrà presto finire perché questa squadra ha scritto, a suo modo, pagine importanti nel nostro calcio ed è doveroso risalire nel minor tempo possibile.
Ora sotto con il calciomercato e con la programmazione di un progetto funzionale e duraturo, al quale questa società ha sempre abituato, nel rispetto dei tifosi che hanno sempre seguito i ragazzi al di là del risultato.