Il Sassuolo in Serie B è un’ipotesi che si avvicina sempre di più alla realtà. Dopo undici lunghi anni in Serie A, i neroverdi sono vicini a una rovinosa retrocessione nel campionato cadetto. Secondo il giornalista Lorenzo Longhi, sulle pagine di Avvenire, il sostegno di Mapei potrebbe presto venire meno. Bisognerà fare attenzione a fondi stranieri, che in futuro potrebbero decidere di investire sul Sassuolo, visto che la sponsorizzazione di Mapei non sarà eterna.
IL COMMENTO DI LONGHI SU AVVENIRE. “Dopo la morte di Squinzi nell’ottobre 2019 – e quella della moglie Adriana Spazzoli, un mese più tardi – il Sassuolo ha saputo resistere e crescere: i suoi eredi alla guida del gruppo hanno sempre rilanciato, come avrebbe voluto l’ex patron, ma la perdita della categoria non è banale e Mapei, che per il club è tutto, ha la necessità di ridefinirne l’identità e il ruolo futuro. Per una società tutto sommato in salute (il fatturato 2023 è stato di 140 milioni, in crescita, con 7 milioni di risultato netto negativo a fronte dell’utile di 1,4 milioni del 2022) perché la controllante è in salute e ci investe, perdere l’asset per diversi aspetti più remunerativo è un problema. Mapei non ha intenzione di lasciare nell’immediato, ma il mecenatismo del gruppo – che peraltro da trent’anni sponsorizza il ciclismo, anche come partner di Uci – non può considerarsi eterno. Difficilmente il club potrebbe essere considerato un investimento per altri gruppi italiani ma, in un sistema nel quale stanno entrando sempre più capitali stranieri, è organizzato per essere appetibile nei confronti di chi ragiona sulla struttura e l’occasione più che sulla storia. Una storia che la B comincerà a modificare”.
Era da dire ai figli il calcio non interessa