Ranieri contro Dionisi, Pinamonti–LaurientĆ© contro Petagna–Lapadula, il ritorno di Cragno in terra sarda, gioie e dolori, speranze di salvezza e realtĆ cruda piena di difficoltĆ , c’ĆØ questo e molto altro nella gara del Monday Night tra Cagliari e Sassuolo, separate da 5 punti ma con due destini molto simili e inizi di stagione piuttosto turbolenti.
Sette squadre in 8 punti, solo 3 di queste saluteranno la massima serie, ma la lotta per la salvezza resterĆ , quasi sicuramente, aperta fino agli ultimi 90 minuti di questa stagione.
Da un lato i rossoblù, corazza non invincibile ma consapevole di dover gettare il cuore oltre l’ostacolo per regalare una gioia ai propri tifosi; dall’altro i neroverdi, passati dall’essere ammazza-grandi al diventare ammazza-se stessi, incapaci di assumere una fisionomia ben delineata e sempre più incastonati nelle sabbie mobili della bassa classifica.
Tre punti come tutte le altre gare, ma questi per gli emiliani potrebbero pesare come un macigno, se non conquistati. Il pareggio del Verona, la sconfitta dell’Udinese agevolano, per il momento, il cammino del Sassuolo, chiamato però a fare risultato senza due dei suoi diamanti (Boloca e Berardi, out per squalifica, ndr) in un campo da sempre ostico e difficilmente terra di conquista.
Zero alibi, zero paura, all’Unipol Domus la squadra di Dionisi capirĆ le proprie ambizioni e il reale valore della rosa, momentaneamente non ancora sfruttato nella propria totalitĆ .
Il tempo delle chiacchiere sta per giungere al termine, la parola ora passa al rettangolo verde, giudice veritiero ed inequivocabile, fin qui non proprio amico dei neroverdi.