Angelozzi su Boloca: “Felice per la sua stagione al Sassuolo, su Soulé…”

Le parole di Guido Angelozzi su Boloca, con un paragone su Soulé e Berardi

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Guido Angelozzi, ex Sassuolo e ora in forza al Frosinone ha rilasciato un’intervista ai microfoni de L’Ultimo Uomo nella quale ha affrontato diversi temi, rimembrando anche i tempi trascorsi in neroverde.

Le intuizioni di cui va più fiero?
Anche qui, dopo tantissimi anni di lavoro non mi è semplice scegliere, avendo visto passare tanti calciatori.

Senza dubbio le operazioni più belle sono quelle di calciatori che ho preso dai settori giovanili e sono arrivati ad alti livelli; penso a nomi come Politano o Frattesi, che sono alcuni tra i più importanti.

Mi viene naturale soffermarmi sulle ultime operazioni, come quelle di Boloca, che abbiamo preso dall’Interregionale e portato al Sassuolo, o Gatti, prelevato dalla Pro Patria e ceduto alla Juventus“.

A proposito di Gatti e Boloca, come si spiega la loro traiettoria di carriera? Pensa che il loro passaggio da categorie minori sia dovuto a situazioni particolari o c’è stata una negligenza nell’osservare quel talento?

Se dicessi che è il secondo caso farei una critica a qualcuno, e io non sono solito fare critiche a colleghi.

Sicuramente c’è stato qualcosa che non è andato nei loro percorsi, qualche errore fatto che li ha portati a trovarsi lì.

Quel che è importante però è che si siano ritrovati e siano tornati ad esprimere il loro talento al massimo delle loro possibilità“.

Soulé e Reinier sono tra i giovani più in vista di questa squadra, entrambi provenienti da società di spicco come Juventus e Real Madrid. Che percorso stanno facendo?

Soulé è un calciatore di grande qualità, sul quale siamo “stati dietro” per oltre un mese.

Nella testa mia e del mister è una sorta di corrispettivo di quello che era Mimmo Berardi a Sassuolo, ossia quel calciatore che parte da destra e si accentra sul piede forte mancino; lui ha grandi qualità tecniche.

Per quanto riguarda Reinier, lo ritengo un calciatore versatile, che può giocare sia in posizione di mezzala, che di esterno o di sottopunta.

Credo però che abbia le qualità per diventare un grande centrocampista centrale“.

C’è un’esperienza della sua carriera che porta particolarmente nel cuore?

Difficile scegliere, perché mi porto tante cose belle anche dalle esperienze più complicate, cerco sempre di prendere il bello da tutto quello che ho fatto.

Sicuramente se penso a quanto fatto a La Spezia, dove abbiamo portato una squadra in Serie A per la prima volta in 120 anni di storia, è uno dei ricordi che conservo con più passione, così come quello che stiamo facendo a Frosinone adesso.

Sono grato per tutto quello che ho potuto fare nel corso degli anni, lavorando nel calcio e con i giovani per tanti anni.

Sono soddisfatto del mio percorso in questo mondo“.

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